Vendola fa il «pienone» «Italia, riparti dai giovani»

di Marianna Bruschi wPAVIA Ricominciare a investire sui giovani e mettere il lavoro al centro della campagna elettorale. Nichi Vendola è entrato in una sala dell'Annunciata piena alle 18.30 e per oltre un'ora ha dato la carica ai pavesi. «Una iniezione di speranza», ha commentato qualcuno tra il pubblico. Il leader di Sel, primo big della politica nazionale a toccare Pavia in questa campagna elettorale, è partito dal modello-Puglia per proporre investimenti sulle imprese. «E' tornata la povertà, e non solo quella dei poveri – ha dettodi fronte ad almeno un migliaio di persone – Un ventenne di oggi è più povero di un suo coetaneo del secondo dopo guerra, perché non ha più la promessa di emancipazione. Il vero delitto sociale di Berlusconi non è quello che lui ha compiuto contro Ruby "rubacuori", ma contro la generazione di Ruby: una generazione alla quale è stata tolta una speranza per il futuro». Vendola tocca il tema della ricerca, della fuga dei cervelli, un'Italia «che è un Paese maschilista», e «che chiude teatri, cinema, musei». A introdurre il leader di Sel è stato l'assessore provinciale Franco Osculati, candidato al Senato nel collegio della Lombardia. Con lui sul palco gli altri candidati pavesi di Sel. Dietro al maxi schermo c'è anche Virginio Rognoni che si ferma per un saluto a Vendola a fine comizio. Osculati è partito dalla volontà di non sprecare risorse, di investire. Il tema delle tasse. «Serve un riequilibrio fiscale», ha detto anche Vendola. Poi la scuola. «Durante il governo Monti era stata avanzata la proposta di aumentare le ore settimanali dei nostri insegnanti, diffondendo la convinzione che i professori in Italia lavorino poco – ha detto – Non si pensa al lavoro che i nostri docenti, i peggio pagati al mondo, fanno per preparare le lezioni». Parole che strappano un applauso. «Berlusconi e Monti sono la palude – ha detto Vendola – e io voglio bonificare. La sinistra è andata per troppo tempo in vacanza, e c'è bisogno di sinistra, di diritto sociali e diritti civili. L'Italia è un Paese in cui viene praticata la tortura e l'omicidio in carcere o nelle caserme. Pensiamo a Bolzaneto e alla Diaz. Quello che è successo a Genova meritava una commissione di inchiesta e una legge contro la tortura». Vendola lo dice riportando l'attenzione alle parole con cui ha aperto il comizio legate alla Giornata della memoria, l'importanza di ricordare «in una giornata sporcata dalle parole di Berlusconi». Vendola cita più volte Monti: «Dice che sono conservatore per le mie idee sul lavoro, perché deve ritrovare la sua centralità. E in questa campagna dobbiamo sempre più parlare di coalizione. Io non so se riusciremo a vincere, ma è necessario e bellissimo provarci», E lo "speriamo" detto a bassa voce da una signora, seduta sul pavimento racchiude le speranze di chi si prepara al voto di febbraio.