Aiuti e prestiti dai sindaci «Così arginiamo il disagio»
«Di casi critici da gestire ne abbiamo almeno una trentina l'anno – spiega il sindaco di Siziano Massimiliano Brambilla – Situazioni in cui, se non si interviene, si peggiora la situazione». Tutto ciò oltre i normali supporti dati dal Municipio a chi è in situazione di disagio. «Il Comune non si tira indietro – aggiunge il sindaco – Anche se è deprimente per me dover dire loro: "Sì, ti aiuto, ma dammi il tempo di verificare la tua situazione". E' doveroso e ormai non basta più guardare l'Isee». Tra l'altro in materia Siziano guarda quelli attualizzati. Sì, perchè alla velocità della crisi, anche chi aveva buoni redditi 6 mesi fa, ora è alla canna del gas. Ma il peggio è quando in Comune arrivano a chiedere lavoro. «E' frustrante per noi non poter dare una risposta – dice Brambilla – Abbiamo aumentato da 10 a 14 i posti della leva civica. Siamo stati i primi a creare la leva, ma sul tema lavoro ci vogliono risposte nazionali non certo dei piccoli Comuni. Siamo zeppi di richieste di lavoro. Riceviamo montagne di curriculula. In un anno sono triplicati». di Linda Lucini wLANDRIANO Cinquantenne, italiano. Non era la prima volta che bussava all'asilo delle suore. Ha detto semplicemente: «Ho fame». Fino a ieri scene così si vedevano solo nei film in bianco e nero, a Landriano è l'attualità. E' miseria, quella nuova. Quella che a Siziano costringe una famiglia al freddo. Niente soldi per una caldaia nuova. A salvarla dal gelo mille euro donati dal Comune. Altri 1500 dati a una mamma per affittare un alloggio e dare un tetto ai suoi tre figli, ulteriori mille euro per saldare i debiti con il padrone di casa ed evitare lo sfratto di un'altra famiglia. A Torrevecchia lo sfratto si è evitato con un prestito: 810 euro da rendere al Comune in due anni senza interessi a 50 euro al mese. A Vidigulfo gli aiuti sono andati anche a professionisti costretti chiudere la loro attività. Nominativi che non si trovano scorrendo la lista degli aiuti dei servizi sociali. Questi sono i nuovi disperati, quelli che la povertà non l'hanno mai vista prima d'ora. Gente che nasconde le proprie difficoltà e tira avanti fino a quando le bollette non danno loro la mazzata finale. O si paga o sarà taglio di luce, gas, riscaldamento. Solo lì si arrendono. E allora si buttano la vergogna alle spalle e chiedono aiuto. Al sindaco, al parroco, alla Caritas, ovunque. A Landriano si rovista tra gli scarti del mercato. «C'è un signore anziano che ogni sabato raccoglie la frutta ammaccata», dice un'ambulante. Il vicino di bancarella spiega che è peggio nel Sud Milano, lì sì che c'è l'assalto alla verdura scartata. «Solo gli extracomunitari mi chiedono il cibo invenduto, i residenti non lo fanno per vergogna», dicono al banco dei polli arrosto. «Nessuno mi ha mai chiesto il pane del giorno prima – spiega la panettiera in piazza – sarebbe bello lo chiedessero. Io comunque quel che avanzo lo porto alla Caritas». A natale la spesa donata dalla Coldiretti è andta a ruba. «Diamo i viveri, ma anche abiti, mobili ed elettrodomestici usati – spiega don Armando Curti – ma venire a chiedere non è facile, tant'è che molte povertà restano sconosciute. Ora andremo a benedire le case e lì ci renderemo conto da vicino delle situazioni. C'è un problema di dignità che si spesso perde insieme al lavoro. A molti servirebbe solo un'occasione per uscire dal tunnel». Siziano, sempre più richieste di aiuto. Lavori a sostegno del reddito, poi c'è l'aiuto per pagare le bollette, il riscaldamento, gli affitti. «Diamo una mano, ma chi chiede è sempre di più – dicono in Comune – Le domande di aiuto per l'affitto sono passate in un anno da 40 a 60. Abbiamo incrementato la leva civica del 40%, al bilancio sociale vanno i nostri maggiori investimenti, ma sembra non bastare mai». Professionisti senza più un soldo. Non solo operai licenziati, cassintegrati, disoccupati. A Landriano tra chi soffre anche due professionisti che hanno messo tutto ciò che avevano nell'impresa. Non l'hanno salvata e ora sono sul lastrico. Lavori socialmente utili a Torrevecchia. «Diamo una mano a una quindicina di casi – dice il sindaco di Torrevecchia Roberto Nassi – ma quel che più mi preoccupa è la parte che non ci è nota. In paese le condizioni lavorative di molti si sono aggravate. La Caritas interviene sempre di più. Faremo presto un bando per dare aiuti, visto che l'inverno è il periodo peggiore, ma quel che manca davvero è il lavoro. Diamo un piccolo cuscinetto con i lavori socialmente utili a 6 persone. Tutti disoccupati. Tra loro anche due ragazzi di 18 e 19 anni». A Vidigulfo un fondo solidale di Comune e parrocchia. Solo lo scorso anno sono state aiutate 50 famiglie e ora in paese hanno unito le forze. Don Paolo Persichele, che già si occupa della distribuzione mensile di beni di prima necessità, ha messo 2mila euro, altri 5200 li ha dati il Comune e presto ne aggiungerà altri 7500. C'è anche una commissione che valuta le richieste: bollette, affitti, rate del mutuo.