Mps, scontro tra Monti e il Pd Bersani: attacchi strumentali
di Maria Berlinguer wROMA E' scontro durissimo tra Mario Moti e il Pd. La vicenda del Monte dei Paschi di Siena deflagra nella campagna elettorale e fa scattare la reazione di Pier Luigi Bersani che rispedisce al mittente le accuse di Monti su un coinvolgimento del partito nel caso Mps. «Trova un difetto al Pd tutti i giorni, per un anno non ne ho sentiti», replica piccato il segretario del Pd. Ma è tutta la coalizione a insorgere per le parole di Monti che ai microfoni di Radio anch'io chiama in causa i democrat. «E' sgradevole sentire Monti che dà lezioni di buona finanza al Pd, farebbe bene a tacere perchè siamo stati noi a denunciare la finanza dei derivati e le magie di Tremonti e lui non è mai stato un interlocutore attento», ricorda Nichi Vendola. A largo del Nazzareno, sede democratica, qualcuno lancia l'allarme sull'offensiva «concentrica» contro il Pd che non vede in prima linea solo Pdl e Lega, ovviamente all'attacco sullo scandalo del Monte dei Paschi. «Ingroia e la sua bella compagnia ed ora pure Monti, il nuovo Monti, quello che ha perso aplomb e correttezza istituzionale e politica ma che bel partito anti-Pd», denuncia Marina Sereni. E' in atto il tentativo di «azzoppare la vittoria democratica, non ci riusciranno», scommettono al Pd. Il cambio di strategia comunicativa consigliato all'ex rettore della Bocconi dallo spin doctor di Obama che lo ha convinto a essere più estremista e duro per conquistare consenso rischia di far saltare il dialogo tra centristi e democratici. E la misura sembra colma, a un mese esatto dal voto. E' Monti a fare un passo avanti e a mettere per la prima volta sullo stesso piano Pd e Pdl. Aprendo persino a una collaborazione con il centrodestra se non sarà più guidato da Berlusconi. «Il Pd collegato con l'estrema sinistra e il Pdl con la Lega sono le stesse forze che hanno tenuto ferma o seduta in ginocchio l'Italia in questi anni: chi è contento di quello che è successo negli ultimi vent'anni ha la scelta facile basta che voti o il Pd o il Pdl», avverte Monti. Poi l'affondo su Mps. «Non voglio attaccare Bersani ma il Pd c'entra, il Partito democratico è coinvolto perchè ha sempre avuto grande influenza sulla banca attraverso la sua fondazione e il rapporto storico con il territorio culturale e finanziario senese», dice ai microfoni di Radiorai. «E' il fenomeno storico della commistione tra politica e banca che va ulteriormente sdradicato perchè è una brutta bestia», aggiunge. E' il tesoriere Pd Antonio Misani il primo a prendere cappello. Monti sia più cauto, consiglia Misiani, soprattutto perché nella sua lista c'è Alfredo Monaci, «già membro del Cda di Mps dal 2009 al 2012 con Mussari», sottolinea il tesoriere invitando il premier a evitare di dare lezioni. «Ascoltare Monti, attaccare il Parlamento e il Pd, mi chiedo se è lo stesso premier che abbiamo sostenuto o un suo sosia a caccia cinicamente di voti» si chiede Dario Franceschini, capogruppo Pd a Montecitorio. Nichi Vendola accusa senza mezzi termini Monti che in passato ha ricoperto incarichi importanti in colossi come la Goldman Sachs di essere «un Grillo con il loden». Ma, con la significativa eccezione di Berlusconi, anche Pdl e Lega vanno all'attacco sul caso della banca senese. E chiedono al governo di riferire in Parlamento. Martedì sarà il ministro dell'economia, Vittorio Grilli a farlo in Senato, davanti alle commissioni Finanza di entrambe le camere. E intanto c'è la presa di posizione di Vincenzo Visco. «Mps è una banca stabile» ma Bankitalia ha avviato un'indagine avverte il governatore. «Sbaglia chi adombra la mancanza di supervisione da Bankitalia che non ha nulla da nascondere» assicura. «La sinistra tende a ritenersi l'espressione della verità ma hanno difficoltà a spiegarsi: fanno la parte dei marziani ma noi lo ricorderemo tutti i giorni che non vengono da Marte e, con tutti il rispetto per i cittadini di Siena, sono «senesi nell'animo», promette Angelino Alfano. «Tra Monti e Bersani assistiamo a un indecoroso scaricabarile , Monti deve spiegare perché con i soldi pubblici si è cercato di coprire i buchi dell'Mps», rincara Maurizio Gasparri. ©RIPRODUZIONE RISERVATA