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elezioni / 1 Una buona battaglia nel nome di Grevi nL'amicizia che mi legava a Vittorio Grevi, la condivisione di ideali e progetti, di "narrazioni" e speranze per il nostro Paese, mi hanno portato a conoscere, via via, nel corso degli anni, gli allievi a lui più vicini. A questi allievi Vittorio - il "Professore"- non solo dava un insegnamento prezioso nel campo specifico del Diritto processuale penale; con i suoi convincimenti di libertà e giustizia, mai ostentati ma sempre rigorosamente praticati, Vittorio dava anche lezioni straordinarie d'impegno civile. Proprio per questo non mi sono stupito che uno di questi allievi, Giulia Cometti, abbia accettato l'invito che Umberto Ambrosoli le ha rivolto ad affrontare il giudizio degli elettori per il rinnovo dell'Assemblea regionale lombarda. Umberto Ambrosoli - candidato alla guida della Regione - ben conosce quanto la "scuola" di Grevi abbia dato e continui a dare un apporto fondamentale alla conoscenza del fenomeno mafioso e della criminalità organizzata, in generale. Giulia Cometti fa parte di questa "scuola" e certamente il suo impegno politico in Regione potrà essere utile e prezioso. La cultura della legalità oggi, qui in Lombardia, ha bisogno di voci capaci per essere sempre proposta e difesa. È questo un impegno prioritario nel programma politico di Umberto Ambrosoli. Mi piace pensare - e me lo auguro - che Giulia Cometti, con il consenso degli elettori, giovani e meno giovani, possa fare, con intelligente caparbietà, la sua "buona" battaglia. Forza e volontà non le mancano. Virginio Rognoni elezioni / 2 Dalla Provincia sosteniamo Bosone n In questi giorni si legge di polemiche nel Pd e della colazione di centrosinistra per la scelta del presidente Bosone di candidarsi alle elezioni Regionali, polemiche legate alla presunte dimissioni e quindi al commissariamento della Provincia di Pavia. Purtroppo, dal giugno 2011, da quella fantastica vittoria, lo scenario degli enti locali e in particolare delle province italiane, è cambiato drasticamente. Era l'agosto del 2011 quando i mass media cominciavano a sottolineare l'inutilità delle province e ne chiedevano la cancellazione. Nell'aprile 2012, il decreto "SalvaItalia" cancellava le Province e trasferiva le competenze alle Regioni e Comuni. A causa di problemi di incostituzionalità, sempre il Governo Monti con il disegno di legge di fine anno (2012) proponeva la riduzione delle province, accorpandole, trasformandole in enti di secondo livello (consiglio eletto dai sindaci di quella provincia) e attribuendogli solo un ruolo di coordinamento. A causa delle dimissioni del Governo Monti, il disegno di legge decadde e per tale motivo si è ritornati al decreto "SalvaItalia" che prevede quindi che entro aprile 2014 tutte le province devono trasferire le proprie competenze a Regioni e Comuni e che, sempre entro tale data, devono essere eletti i nuovi consigli di secondo livello. Parallelamente, dobbiamo anche ricordare il consistente taglio ai trasferimenti agli enti locali che nella Provincia di Pavia ammonta, negli ultimi due anni, a circa 25 milioni di euro. Cosa fare allora per mantenere immutata la scelta di investire nel rilancio del territorio pavese? La risposta è quella di continuare a lavorare su un livello amministrativo superiore, e quindi in Regione Lombardia. È in questo contesto che nasce la candidatura di Daniele Bosone, perché il nostro obiettivo ha come obbligo quello di difendere il territorio da chi vuole realizzare la Broni-Mortara, il centro commerciale di Borgarello, la discarica di Cava Manara e quella dei fanghi della lomellina. Abbiamo la necessità di difendere la Sanità pavese che rischia di essere smantellata e abbiamo anche la responsabilità di sostenere le politiche di rilancio delle aziende del nostro territorio. È questo lo scenario in cui sosteniamo la candidatura di Daniele Bosone: la coalizione di centrosinistra ha oggi l'opportunità di tornare al governo della Regione grazie alla candidatura di Umberto Ambrosoli, e Daniele Bosone potrebbe ricoprire anche ruoli di governo che garantirebbero una migliore politica territoriale e una difesa della Sanità pavese. Angelo Bosatra Roberto Calabrò Emanuele Corsico Piccolini consiglieri provinciali elezioni / 3 Le quote rosa di Cinquestelle nLa Provincia Pavese del 24 gennaio titola: "Donne candidate, il primato va a Sel. Con Vendola il 47% in posizioni sicure". Nel testo dell'articolo viene scritto che il Movimento Cinquestelle ha indicato 17 donne capilista su 31. Ovvero il 55 per cento. Se la matematica non è un'opinione, quel titolo è sbagliato. Alessandro Sbarbada elezioni / 4 La riforma elettorale il problema più urgente n L'attuale legge elettorale non piace non solo a moltissimi esponenti politici ma soprattutto ai cittadini. Tra le ombre c'è la mancata previsione di poter esprimere il voto di preferenza al candidato di lista. Ciò significa minore partecipazione del cittadino non solo alla vita politica, in cui la democrazia popolare verrebbe compressa, ma soprattutto "alla qualità della politica", poiché i candidati sono indicati e inseriti nelle liste elettorali direttamente dalle segreterie dei partiti senza tener conto della "base democratica" che è costituita dagli iscritti, dagli organismi direttivi territoriali e soprattutto da quegli amministratori locali che si confrontano quotidianamente con i problemi della gente e ottengono il consenso popolare in termini di preferenze individuali. Non c'è democrazia se non è possibile esprimere la preferenza al candidato che rappresenta i cittadini che lo hanno eletto. E' necessario che il nuovo Parlamento affronti seriamente il problema della riforma della legge elettorale, cioè di quell'insieme di regole che stabiliscono come si eleggono i rappresentanti istituzionali, i quali hanno la missione di fare non per se stessi, come invece fanno alcuni, ma per la collettività. E nei partiti del centrodestra ci sono molte persone, soprattutto a livello comunale, che hanno questo comune senso di responsabilità. Inoltre per raggiungere il traguardo della riforma sarà necessario in Parlamento una larga condivisione, introducendo nuovamente il sistema delle preferenze. E poi cosa dire dei candidati al Consiglio Regionale, decisi in qualche stanza segreta senza consultare il Direttivo provinciale del partito, di cui faccio ampiamente parte, avendo contributo con tutto il mio gruppo in modo determinante, con circa 350 adesioni, alla vittoria del congresso celebrato a marzo dello scorso anno in cui il Coordinatore provinciale eletto è passato, poi, ad un altro partito? Alla fine, da chiunque siano stati stabiliti i candidati al Consiglio regionale, è il popolo che decide poichè non prende ordini da nessuno. Valerio Gimigliano consigliere comunale Pdl, Pavia pavia Il perchè dell'attesa a quello sportello nIn merito alla lettera apparsa su La Provincia Pavese del 25 gennaio dal titolo "Città di Pavia, aperto un solo sportello", vogliamo innanzitutto scusarci con la signora Pirolini per il disagio e ringraziarla per i complimenti che ha elargito nei confronti del nostro personale sanitario. Abbiamo verificato che nella giornata di lunedì il flusso di persone in coda agli sportelli è stato effettivamente superiore alla media e pertanto, dalle 17, l'unico sportello aperto non è stato in grado di smaltire velocemente gli utenti in attesa (prima di quell'ora erano aperti tutti e 4 gli sportelli fino alle 16 e poi 2 fino alle 17). L'amministrazione, inoltre, sta valutando la possibilità di installare un punto di pagamento automatico per fronteggiare situazioni come quella descritta dalla signora, per offrire agli utenti servizi sempre migliori. La direzione dell'istituto di cura Città di Pavia voghera Tre cattive idee per la viabilità nChi sarà quel genio della viabilità del Comune di Voghera? 1) E' stata una grande idea stabilire il senso unico in via Emilia, che riduce a solo due vie in uscita dal centro verso Casteggio: via Montebello e via Garibaldi, mentre in entrata le vie di accesso sono cinque. Questa decisione è maturata da un calcolo studiato sulla base di migliorare la viabilità oppure di fare piazzuole per posteggi a pagamento? 2) I dissuasori di velocità "Velok". Premesso che per il Codice della Strada non esistono e il ministero non li ritiene a norma di legge, risulta molto chiaro che la loro installazione non è per scoraggiare la velocità ma per riscuotere ulteriore denaro, L'esempio è evidente: la colonnina seminascosta in via Piacenza pone un limite di 50 km orari ma poche centinaia di metri dopo, verso il centro, esiste da anni un semaforo "intelligente" che rileva la velocità del mezzo e al superamento del limite di 60 km orari scatta il rosso stop. Mi domando: ma è mai possibile che si conceda a un automezzo di aumentare la velocità da 50 a 60 km orari? 3) In via Vittorio Veneto è installato, sopra a un segnale di stop verticale, un limite di 30 km orari. Il nuovo Codice della Strada vieta di sovrapporre qualsiasi altra cartellonistica sopra i segnali di prescrizione. Nonostante questo il conducente di un mezzo in arrivo che si deve fermare e dare la precedenza si domanda: ma se sono fermo come faccio a superare i 30 km orari? Vittorio Bassanini