Lazio, l'Uefa minaccia di chiudere l'Olimpico
ROMA Un turno a porte chiuse, con pena sospesa, ma basta con i cori razzisti: l'avvertimento Uefa alla Lazio è chiaro. La Disciplinare ha preferito non privare i tifosi della possibilità di assistere, il 21 febbraio, al ritorno dei sedicesimi di Europa League col Borussia Moenchengladbach. Tuttavia, in caso di nuovi cori dopo quelli contro il Tottenham, le porte dell'Olimpico verranno chiuse per un turno. Almeno nella competizione europea dove lo «Juden Tottenham», scandito da un gruppo di tifosi, ha macchiato il match con il club in cui si identifica la comunità ebraica londinese. Ma il messaggio della Uefa è stato ben recepito. «Su tutte le cose dobbiamo fare più attenzione in futuro», dice il tecnico Vladimir Petkovic. Il presidente Claudio Lotito si era già mosso in prima persona andando a fare visita in ospedale al 25enne tifoso inglese, Ashley Mills, rimasto gravemente ferito nel raid di Campo dè Fiori. Lotito aveva sottolineato che «la Lazio ha sempre combattuto il razzismo». Una lotta portata avanti anche con un gesto importante come la maglia «No Racism», indossata dai laziali nel match casalingo contro l'Udinese. Tutte iniziative, queste, che potrebbero aver alleggerito la mano dell'Uefa. Frattanto la squadra si appresta a giocare alle 18 contro il Chievo Verona il bomber tedesco Miroslav Klose salta anche l'anticipo di questo pomeriggio contro i gialloblù di Corini. L'attaccante non ha ancora recuperato dall'infortunio e Petkovic non l'ha inserito nella lista dei convocati.