«Assistenza dopo l'ospedale Tortona non è attrezzata»

TORTONA Maria Cristina Ottone, medico ospedaliero e consigliere comunale del gruppo misto lancia l'allarme: a Tortona mancano i posti letto di continuità assistenziale, i luoghi cioè per assistere i malati dimessi dall'ospedale o che soffrono di malattie acute e croniche. «In tempi in cui l'ospedale è soprattutto per acuti e la vita media si allunga - dice Ottone - quando il paziente viene dimesso cominciano i veri problemi perché questo periodo di recupero richiede una elevata intensità di assistenza, cosa che le famiglie non sempre sono in grado di sostenere sia dal punto di vista economico che organizzativo; iniziano così le difficoltà di gestione del paziente, ancor più gravi oggi perché nel Distretto sanitario tortonese sono stati soppressi i posti letto di continuità assistenziale che permettevano una miglior assistenza del paziente. Quindi o viene inviato in due strutture ben fuori zona per noi, e cioè Ovada e Casale, con un disagio per il paziente che è lontano da casa e rimane solo per la maggior parte del tempo, oppure va in strutture fuori regione, molto più dispendiose per l'Asl; oppure ancora viene richiesto qualche giorno in più di ricovero in ospedale per organizzare al meglio il rientro a domicilio». La questione è oggetto anche di una mozione che verrà discussa nella prossima seduta consiliare; Ottone ha anche presentato al nuovo dg dell'Asl, Paolo Marforio la proposta di riattivare il prima possibile i 20 posti letto di continuità assistenziale nelle strutture per anziani già esistenti nel Distretto Sanitario di Tortona in modo da offrire nuovamente un'adeguata assistenza al paziente senza gravare troppo sulle già scarse risorse economiche dell'Asl.