Senza Titolo
Stabilizzatori di umore e antidepressivi Che differenza c'è tra antidepressivi e stabilizzatori dell'umore? (Arianna, 33 anni, Pescara) Risponde il professor Giorgio Maria Bressa, psichiatra a Roma Si tratta di due categorie di farmaci attivi sul cervello sostanzialmente molto differenti tra loro, sebbene alcune categorie di depressi (quelli con disturbo bipolare dell'umore) possono averle utilizzate entrambe, in momenti diversi. Gli antidepressivi, che migliorano l'utilizzazione dei neurotrasmettitori cerebrali, soprattutto noradrenalina e serotonina, vengono usati sia nella malattia depressiva sia in alcuni disturbi d'ansia. Gli stabilizzatori, un tempo noti soprattutto come antiepilettici permettono il controllo clinico del disturbo bipolare, attivi nella fase euforica, ma anche per prevenire le fasi che definiscono la malattia. Pasta senza glutine per i non celiaci Ho visto in tv la pubblicità della pasta senza glutine definita "più leggera". Io sapevo che era destinata ai celiaci. Che beneficio può avere sulle persone sane? (Lucia, 34 anni, Rimini) Risponde il dottor Francesco Marotta, specialista in Gastroenterologia Le principali varietà di grani oggi coltivati, con relative farine, possono contenere dosi elevate di glutine e ancor più nella produzione di prodotti da forno. Questo avviene per una migliore lavorazione delle farine e per favorire la conservazione per lunghi periodi. Ma queste concentrazioni di glutine, anche nel non celiaco, possono determinare disturbi funzionali intestinali e perfino malassorbimento e iperpermeabilità intestinale. Potrebbe provare questa pasta per sei mesi per poi apprezzarne eventuali benefici. Questo perché i cibi sempre più raffinati hanno messo alla prova le capacità di adattamento del nostro organismo. Protesi per il seno inizialmente vuote Mia sorella vive negli Stati Uniti e si è appena rifatta il seno. I medici hanno usato delle protesi che si inseriscono vuote e vengono poi riempite di soluzione fisiologica. Ho trovato il risultato molto bello e vorrei utilizzarle anche io. In Italia sono disponibili? (Erika, 35 anni, Lucca) Risponde il professor Pietro Lorenzetti, specialista in chirurgia plastica a Roma In Italia le protesi di cui parla esistono ma sono poco utilizzate perché il fatto che siano piene di liquido le rende più percepibili al tatto e si può sentire un rumore dato dal movimento del liquido della protesi. Inoltre è molto difficile controllarne la forma. Quindi la maggior parte dei chirurghi italiani propone protesi a base di gel coesivo di silicone, di nuovissima generazione, disponibili in 170 varietà di forma, dimensione e proiezione. Aderiscono alla tasca in cui sono inserite e se più piccole della base del seno sono irriconoscibili al tatto. La qualità dei rapporti e i controlli più semplici Ho 25 anni, godo di ottima salute ma ogni tanto mi capita di non riuscire ad avere o comunque mantenere un'erezione durante i rapporti sessuali. Non riesco davvero a capire le motivazioni e mi sono interrogato se dipenda dalla grandezza del pene. Ho pensato che fosse per un particolare periodo di stress ma alla fine mi capita anche in condizioni di relax. Non credo di avere una malattia e, in verità prima di un consulto medico vero e proprio, volevo sentire il parere di un esperto. Cosa mi consiglia? (Luigi, 25 anni, Pavia) Risponde il professor Fabrizio Iacono, professore di ruolo di urologia all'Università Federico II di Napoli Da sempre la domanda più frequente che mi rivolgono gli uomini durante la visita specialistica, soprattutto i più giovani, riguarda dimensioni e forma o comunque la salute del proprio apparato riproduttivo. Per rassicurarsi un primo aiuto arriva da una App, ideata dall'azienda Tradapharma, scaricabile con l'iPhone. "Happy male" permette, attraverso un semplice test, di effettuare un'autovalutazione con la massima privacy su forma, dimensioni e funzionalità del proprio organo: se il semaforo indicato nella App segna rosso allora è meglio recarsi da uno specialista. L'applicazione quindi non vuole assolutamente sostituire la visita medica, ma eventualmente potrebbe poi diventare un aiuto per il paziente e per il proprio medico, offrendo la possibilità di avere qualche dato iniziale su cui fare valutazioni più attente e puntuali. Comunque, il 90 per cento degli uomini è normodotato. Tiroidite autoimmune quali conseguenze? Da quindici anni soffro di una fastidiosa tiroidite autoimmune. Sono in terapia e sto bene ma il radiologo mi ha detto che in pochi anni gli anticorpi distruggeranno la ghiandola. È vero? E che conseguenze ci saranno sulla mia salute? (Simonetta, 44 anni, Venezia) Risponde il dottor Marcello Amodei, specialista in endocrinologia a Roma La tiroidite autoimmune è una patologia autoimmunitaria (l'organismo reagisce contro se stesso) che può portare alla incapacità anche totale della ghiandola tiroidea a produrre gli ormoni specifici (T3 e T4) e quindi all'ipotiroidismo anche severo. L'assunzione "a vita" di levotiroxina, nella quantità consigliata dall'endocrinologo, porta sicuramente a un compenso ormonale e quindi alla normalizzazione dell'ipotiroidismo. Non si preoccupi se poi gli autoanticorpi antitiroide saranno sempre presenti nel sangue. È solo il segno che ha avuto la tiroidite.