Senza Titolo

di Sara Ficocelli Un tempo c'erano loro, i "rimedi della nonna", infallibili o almeno ritenuti tali, forse anche grazie all'effetto placebo, cioè dalla suggestione di aver ingerito qualcosa di utile per guarire, a prescindere dal reale effetto. Oggi le nonne hanno perso quell'amabile ruolo da crocerossine e facciamo, più frettolosamente, tutto da soli, aiutati da farmacie fornitissime. Un raffreddore, un'influenza, un mal di pancia o di gola, tutto (o quasi) può essere curato con i farmaci "di automedicazione", quelli, per intenderci, senza ricetta. Una tendenza che può anche essere pericolosa, a meno di non essere come Paolo Rossi, che a curare se stesso è sempre stato bravissimo. La malattia diventata show Tanto che, da una malattia avuta anni fa, la sindrome di Miller Fisher, l'attore, cantautore e comico originario di Monfalcone ha addirittura ricavato uno spettacolo dal titolo emblematico, "Sulla strada ancora": «Allora... mi ricoverano al San Raffaele, Neurologia. Io trasformo tutto in cabaret, ma è vero! È come entrare in un girone di Coppa Uefa infernale, quando fai le analisi»: «Vediamo se è un tumore...», scriveva sull'agenda Smemoranda nel 2007. Per il signor Rossi la salute è una cosa seria sulla quale scherzare, vuoi perché (anche) questo è il suo mestiere, vuoi per esorcizzare la paura. «Sono uno che quando ha una malattia di poco conto si lamenta molto e quando ne ha una grave si lamenta pochissimo. Quando sono stato male davvero ho trasformato la mia esperienza in uno spettacolo, ma anche disturbi meno allarmanti sono stati per me fonte di ispirazione: diciamo che da un raffreddore nasce una battuta, da una malattia autoimmune una commedia». Perito chimico ed esperto di erboristeria, il signor Rossi cura mal di gola e colpi della strega con infusi e decotti, tisane e vitamine. È insomma anche lui un fan dell'automedicazione, ma uno di quelli che sa il fatto suo e che ai farmaci "pesanti" ricorre solo in casi estremi. «Certo, se ho la febbre e il giorno dopo devo andare in scena mi prendo una bella tachipirina senza pensarci due volte! – precisa – Ma in generale seguo la regola di vita che mi suggerì Enzo Jannacci in ospedale: non è giusto vivere da malati per morire sani». «Donate medicinali» Il prossimo 9 febbraio sarà la giornata nazionale del farmaco e, andando nelle farmacie che espongono la locandina del Banco Farmaceutico, si potrà acquistare e donare un medicinale di automedicazione a chi ne ha bisogno. Gli artisti come Rossi, con le loro esistenze borderline, fatte di stress, ritmi sfrenati e cambiamenti continui, difficilmente però troveranno dietro al banco del farmacista quel che fa per loro, perché la cura più difficile, certe volte, è quella interiore. Un nuovo spettacolo Ecco perché, dopo tre anni di fortunata tournée con "Miste- ro Buffo", Rossi è tornato in scena lo scorso dicembre con una nuova produzione, un intimo viaggio nella vita dell'artista stesso, intitolato "L'amore è un cane blu, la conquista dell'est". Con le musiche dal vivo di Emanuele Dell'Aquila, il nuovo progetto sceglie la forma del racconto privato di fronte a un numero ridotto di spettatori per condividere piccoli e grandi avvenimenti che hanno segnato il percorso di vita dell'attore, il tutto condito come sempre da un talento comico e recitativo come pochi in Italia. «La malattia degli artisti è questa: il teatro, la passione che si mette in tutto quel che si fa e a lungo andare ti mangia», racconta. «Io finora ho fatto delle scelte dure, ho rinunciato a una vita stabile e fatto soffrire, in alcuni casi. Ma questa è la vita che un artista sceglie, questa è la vita che sposi se vuoi vivere sul palcoscenico». Come dicono Gino e Michele, Paolo Rossi è uno che parla quattro lingue. Purtroppo tutte contemporaneamente. Tra queste ce n'è sicuramente una talmente forte da riuscire a dialogare dritto con la mente e l'organismo, curando entrambi nei momenti di difficoltà, tanto frequenti nel mondo degli attori. A voler fare i romantici, potremmo quasi dire che la forma di automedicazione più potente sia proprio solo e soltanto una. La forza di volontà. ©RIPRODUZIONE RISERVATA