Cancellata l'accusa di rapina «Vittima? Ci doveva dei soldi»
VOGHERA «La nostra non era assolutamente una rapina. Volevamo solo ricordare alla persona che abbiamo preso da parte, che ci doveva 200 euro. E' per questo, per saldare il debito, che ci ha dato il telefonino». La versione di Sebastiano Forenza e Andres Cruz, sostanzialmente, è stata accolta dal giudice per le indagini preliminari, Luisella Perulli, che ha confermato l'arresto effettuato dalla polizia, ma ha ipotizzato un reato meno grave, dalla rapina all'esercizio arbitrario delle proprie ragioni, che prevede una pena massima di un anno di reclusione. In ogni caso il giudice ha obbligato Forenza e Cruz, che hanno rispettivamente 20 e 25 anni, a firmare ogni giorno al commissariato. L'intento del magistrato è quello di evitare una fuga dei giovani. Nel corso dell'interrogatorio i due arrestati hanno anche riferito di vicende pregresse - al limite del penalmente rilevante - che riguardavano la parte lesa che vive, come gli altri due coetanei, nel quartiere San Vittore. Ora si attende la conclusione delle indagini da parte del pubblico ministero e la richiesta di rinvio a giudizio. E si vedrà se il pm accetta l'ipotesi di reato formulata dal giudice.