«Il redditometro non è una crociata contro i ricchi»

ROMA Il redditometro «non è una crociata contro la ricchezza». Lo ha detto il vicedirettore dell'agenzia delle Entrate, Marco Di Capua, spiegando la scelta di utilizzare il complesso della spesa come parametro e non solo alcune spese 'sintomò del tenore di vita. «Per questo riteniamo giuste le 100 spese» dello strumento. Per il fisco «è indifferente se acquisti un diamante da 100 mila euro o carta igienica per 100 mila euro: comunque dovrai dimostrare di avere un reddito che supporta questa spesa». Il redditometro «nell'attuale formulazione e relativa applicazione dà maggiore garanzia al contribuente perchè prende in considerazione la spesa certa e non quella presunta». Insiste il vice direttore dell'Agenzia delle Entrate. «Dicono che il redditometro è scandaloso, forse sono i 120 miliardi di evasione l'anno a essre scandalosi», aggiunge Di Capua. «L'amministrazione sta lavorando ad un documento di prassi - ha detto ancora - che costituirà l'orientamento per i nostri dipendenti nell'attività operativa». Di Capua ha aggiunto che è «in corso la selezione» ed ha ribadito che finchè non sarà pubblicata la circolare non partiranno i controlli. Il vicedirettore dell'Agenzia delle Entrate ha precisato inoltre che quella dei 12 mila euro annui non è esattamente una franchigia poichè «afferisce al momento della selezione» e non dell'accertamento.