Gropello, caccia alla volpe gli ecologisti protestano

Secondo incontro con le aspiranti guardie faunistico-ambientali domani alle 20,30. Su iniziativa di Italcaccia provinciale, continua infatti il corso di abilitazione al debutto sabato scorso, corso che a questa seconda edizione ha visto iscriversi una decina di neofiti e altrettanti volontari già operativi che hanno deciso di aggiornarsi. Sabato 26 gennaio, alle 14,30, sempre al municipio di Gropello, si terrà la seconda lezione. Al corso sono iscritte aspiranti guardie faunistiche o "veteranI" provenienti da tutta la provincia di Pavia. Sono previste cinque lezioni, l'ultima delle quali è in programma il 2 febbraio. Sarà la sala consiliare di Gropello ad ospitare le varie sedute di formazione ed aggiornamento organizzate allo scopo di dare tutte le indicazioni e le regole necessarie per diventare guardie giurate zoofile. GROPELLO È aperta la caccia alle volpi in Lomellina: fino alla fine del mese i cacciatori dell'ambito territoriale di Dorno sono autorizzati alle battute di caccia che hanno come unico obiettivo il mammifero che sempre più di frequente si spinge nelle campagne lomelline. «La caccia alla volpe si è aperta il 9 dicembre - spiega Pierfelice Begliossi, guardia giurata responsabile della zona - è un'attività venatoria autorizzata, ma si può sparare solo e soltanto alle volpi, altrimenti si viene sospesi e non si può più partecipare alle battute». Una decina gli esemplari abbattuti fino ad oggi: a muovere i cacciatori anche il pericolo delle malattie di cui la volpe sarebbe veicolo. «Essendo un canino la volpe è portatrice di rabbia - spiega Begliossi - dopo l'uccisione però gli istituti appositi fanno le opportune verifiche per capire se ci siano anche altre malattie come la rogna che possono essere trasmesse agli essere umani». La caccia viene organizzata non più di tre volte a settimana e il punto di incontro è sempre il campo sportivo di Gropello. Alle 7.30 di sabato la squadra, formata al massimo da 20 cacciatori, parte alla volta dei boschi limitrofi, Gropello, Villanova d'Ardenghi, Sommo, Carbonara, Cava Manara i comuni scelti per tentare di individuare gli esemplari. «E' già un successo abbatterne qualcuna, sono molto intelligenti ed è difficile scovarle - conclude la guardia - le battute di caccia alla volpe iniziano quando si conclude la caccia alla lepre e vengono utilizzati i cani particolarmente abili e veloci, vista la proverbiale astuzia delle volpi». Ma arriva anche il severo giudizio delle associazioni animaliste: «La rabbia è una malattia diffusa nel Nord-est del nostro paese, quindi è solo una scusa utilizzata per dare sfogo ai cacciatori - dichiara Fausto Pistoja per la Lipu - inoltre non si è mai effettuato un vero e proprio censimento di volpi, quindi i cacciatori che dicono di volerle abbattere perché ce ne sono troppe non lo fanno su basi scientifiche». A rincarare la dose di perplessità è anche l'opinione di Legambiente: «Bisognerebbe davvero rivedere la questione della caccia non solo alle volpi, ma anche della caccia in generale per l'intera Lombardia - commenta Angelo Maggioni - non ci sono più territori dove in realtà si possa cacciare e quindi si spara anche nella vicinanza delle case, con tutti i problemi di sicurezza che cò comporta». Maria Pia Beltran