S. Michele resterà chiusa almeno fino all'autunno
CERTOSA La chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo resterà chiusa almeno fino al prossimo autunno. I lavori di restauro proseguono a ritmo serrato, ma questa chiesa settecentesca, senza torre campanaria, crollata e mai più ricostruita, continua a riservare sorprese e a svelare preziosi segreti pittorici che prolungano i tempi di consegna. Così riaprirà le sue porte a Pasqua, ma solo per pochi giorni. Come è accaduto per le feste natalizie. Perché il parroco, don Marco Gatti, lo aveva promesso: "La messa di Natale verrà celebrata in chiesa". E non negli spazi dell'oratorio. Come avviene ogni domenica. Loro, i fedeli, un assaggio del pregiato patrimonio artistico, conservato sotto strati di intonaco, lo hanno quindi già avuto. Hanno potuto ammirare il presbiterio, completamente restaurato, con l'altare che "probabilmente è stato realizzato dagli stessi marmisti che hanno operato alla Certosa", sottolinea l'architetto Tatiana Costa che ha redatto il progetto e dirige i lavori seguiti dall'impresa Murino. Un intervento che alla parrocchia costerà oltre 400mila euro ma che potrà anche contare su un contributo della Fondazione Cariplo. Adesso l'attenzione si sta concentrando sulle otto cappelle "per evitare l'ingombro della navata, in vista delle celebrazioni di Pasqua", spiega Costa, e qui le restauratrici, Antonina Vakulenko e Daniela D'Angelo, hanno iniziato eliminando la tinteggiatura vecchia di trent'anni. "Stiamo ritrovando le decorazioni pittoriche originarie", spiega Antonina, giovane ucraina diplomata all'accademia di Belle Arti di Napoli. E se nel presbiterio domina il delicato verde settecentesco, nelle cappelle risaltano le sfumature dell'azzurro. «Sono state ritrovate cornici con all'interno pitture monocrome e precediamo a restaurare gli stucchi in finto marmo – fa sapere l'architetto – poi recupereremo le decorazioni delle volte». I sottarchi mostrano già gli originali toni del rosa e del giallo oro grazie al sapiente lavoro di restauro. Come quello che è stato effettuato sul crocifisso ligneo che, in accordo con Curia e Soprintendenza, si è deciso di collocare sulla parete dell'abside, al posto della tela di San Michele, ripulita e posta nell'aula laterale da cui si accede alla sacrestia. Rifatti, su disegno dell'architetto Costa, i due portoni laterali che riprendono il disegno originario delle porte della facciata principale. Appositamente studiato l'impianto di illuminazione, fasci di luce che valorizzeranno i pregiati restauri pittorici. Poi toccherà alla pavimentazione. «Sarà realizzata in marmo chiaro», anticipa don Marco mentre mostra le stelle dipinte nell'oro sul soffitto di cobalto, i decori, le geometrie definite, i colori che richiamano quelli del vicino Monumento della Certosa. Stefania Prato