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VIGEVANO "Carmen" di Georges Bizet è l'opera più eseguita al mondo. Tratta dalla novella di Prosper Merimée che era stata scritta nel 1845, trent'anni prima della musica, stasera verrà presentata sul grande schermo del cinema Odeon (ore 20.30, biglietto a posto unico 12 euro, ridotto a 6 euro per chi ha meno di 21 anni) nella discussa versione, firmata da Daniel Barenboim per la lettura musicale e da Emma Dante per la regia, che inaugurò nel 2009 la stagione scaligera. Uno spettacolo importante fatto di trionfi e di contestazioni, salutato con entusiasmo e con dissenso, che ha comunque avuto il merito di accendere i riflettori su una giovane voce in ascesa, quella del mezzosoprano Anita Rachvelishvili, in scena nel ruolo del titolo assieme al soprano Adriana Damato (la sua rivale Micaela), al tenore Jonas Kaufmann (don Josè), al baritono Erwin Schrott (Escamillo). A cadere sotto i colpi della contestazione dei puristi è stata soprattutto la regista palermitana, colpevole secondo i più tradizionalisti di aver immerso la storia della sigaria di Siviglia in un clima che, come sempre accade nei suoi spettacoli, mescola erotismo, morte, religione e politica. Tra le invenzioni registiche considerate più choccanti: un Cristo fatto a pezzi, la scena dell'omicidio di Carmen che assomiglia a uno stupro, le sigaraie all'uscita della fabbrica trasformate in un groviglio di corpi, la violenta carica dei soldati contro le donne, che assume una forte coloritura politica. «Io credo nel diavolo e alla Scala ho visto in scena proprio il diavolo - ebbe a dichiarare senza mezzi termini il regista Franco Zeffirelli, capofila dei contestatori, commentando quella "Carmen" - E' uno spettacolo frutto di una scelta sbagliata, pericolosa soprattutto per i giovani. Immaginiamo un ragazzino che non è mai stato all'opera e va alla Scala, meraviglioso scrigno di bellezza, per vedere quella "Carmen". Cosa succede? Vive un conflitto tra una musica bellissima e una messa in scena molto brutta. Quello che mi fa specie è che proprio gli autori di questo scempio sono quelli che dicono di volere portare i giovani a teatro. Barenboim, straordinario pianista e grandioso direttore, è un giocherellone e stavolta si è reso complice di un crimine. Con Kleiber e Karajan una cosa simile non sarebbe mai successa». Per contro non mancarono commenti entusiastici nei confronti della voce "possente, solida e sicura" di Anita - Carmen, dell'interpretazione di Kaufmann - don Josè, della prova sovente perfetta dell'orchestra scaligera. Uno spettacolo, dunque, che vale la pena di rivedere. La rassegna cinematografica dell'Odeon continuerà giovedì (ore 16 e 21.15) con la proiezione de "La chiave di Sara", un film del 2010 diretto da Gilles Paquet-Brenner, tratto dall'omonimo romanzo di Tatiana de Rosnay e interpretato da Kristin Scott Thomas e dalla "bimba-prodigio" Mélusine Mayance, che affronta un episodio poco noto della Shoah durante l'occupazione nazista di Parigi, il rastrellamento del Velodromo d'Inverno.