Bersani: Berlusconi è stato come Schettino
ROMA Berlusconi? «Un mago in grado di riproporsi con grande forza, un capitano che ha portato la nave sugli scogli». Pier Luigi Bersani, intervistato da Ilaria D'Amico su Sky, non usa mezzi termini per liquidare l'avversario del centrodestra, condividendo il paragone con il capitano della Concordia Schettino. «Dal '93-94 ha detto che fa tutto schifo e che lui risolveva da solo con un messaggio accattivante e demagogico con il piffero ma questo ci ha portato un sacco di guai». Monti? «Ha fatto la sua scelta, non me l'aspettavo ma va rispettata. Raccoglie forze centrali e ci aggiunge un po' di suo, ma oscilla in una posizione che secondo me non è in condizione di essere quell'elemento di alternativa alla destra che oggi è necessario per vincere le elezioni». Bersani ribadisce poi che la prima cosa da fare è far ripartire l'economia («Con un mix di edilizia e ambiente»), conferma di voler abolire l'Imu sotto i 500 euro e invoca uno spirito di coesione nazionale per risollevare il Paese. Il leader del Pd ricorda con orgoglio che il suo partito ha scelto i candidati con le primarie, che ha depositato le liste ben prima degli altri e definisce «grottesca» la vicenda di Cosentino che ha sconvolto il Pdl campano. Poi inevitabile la polemica a sinistra con Ingroia sul voto utile: «Che sinistra è quella che rischia di far vincere la destra? questo è il punto». Per carità, precisa, «i voti sono tutti utili, per segnalare un'adesione, per una protesta, ma se si cerca un voto utile per battere la destra e vincere c'è solo il centrosinistra. È questione di gusti, ma per battere la destra il voto utile è per noi. Vince chi arriva primo». E di sicuro si inasprisce il confronto elettorale a sinistra. Antonio Ingroia respinge definendole «barzellette» le tesi del Pd secondo cui la presenza delle liste di Rivoluzione civile nelle regioni chiave favorisce la destra. Nel frattempo il leader di Rivoluzione Civile continua a lanciare segnali a Beppe Grillo. Dopo aver rivelato nei giorni scorsi di avere un ottimo rapporto personale con il leader delle cinque stelle, Ingroia ora ipotizza un ruolo da ministro per Grillo: «Non mi scandalizzerebbe», assicura, aggiungendo che però l'M5S dovrà maturare e trasformarsi da semplice movimento di protesta in un «movimento politico vero». La presentazione delle liste ha messo la parola fine alle ipotesi di accordi di desistenza tra Rivoluzione Civile e Pd. Ingroia sbotta di fronte all'accusa che gli rivolge il Pd di aver fatto un favore a Berlusconi presentando le sue liste in regioni come la Lombardia, la Campania e la Sicilia, dove si deciderà la partita delle prossime elezioni: «Dire che io che sono definito antiberlusconiano per eccellenza, faccio un favore a Berlusconi mi pare grossa». «Ci avevano offerto 3-4 senatori sicuri in cambio della desistenza», aggiunge Ingroia.