C'è il redditometro «Ecco poche regole per stare tranquilli»
di Linda Lucini wPAVIA «Se le spese sono giustificate dalle proprie entrate, non si deve avere alcun timore nell'arrivo del redditometro». Parola di Fabio Del Giudice, presidente dell'Ordine dei Commercialisti di Pavia. Eppure il nuovo strumento a disposizione del Fisco per stanare gli evasori fa sorgere dubbi e timori anche in chi ha la coscienza a posto. Dover dimostrare, carte alla mano, da dove arrivano i soldi per pagare spese extra non è sempre facile. Quando prenderanno il via i controlli del redditometro e come funzioneranno? «Dovrebbero partire da marzo e riguardare i redditi dal 2009. Ci saranno 35mila verifiche l'anno da parte dell'Agenzia delle Entrate e prenderà di mira casi eclatanti di evasione, quelli che gridano vendetta». Niente verifiche ai pensionati e al lavoro dipendente, quindi. «Stando a quanto si è appreso dovrebbe essere proprio così. L'Agenzia delle Entrate punta a scovare i finti poveri, i contribuenti sconosciuti al Fisco». Ma il redditometro era proprio necessario? «Lungi da me fare un discorso politico, ma devo dire che in passato si è tirato troppo la corda. Al punto in cui siamo arrivati, da parte dello Stato occorreva intervenire su livelli che erano ormai fuori controllo. Siamo tra i primi in Europa per evasione». Si parla di 120 miliardi di evasione e sicuramente in un momento in cui a tutti si chiedono sacrifici quella cifra fa ancora più scalpore. Ma il meccanismo del redditometro non rischia di toccare anche le brave persone? «Ci vorrà buon senso nell'usarlo, non è un'arma, bensì un metodo per chiarire come mai si è speso più del 20% di quanto si è guadagnato. C'è poca informazione in merito e tanta confusione. Tra l'altro una sorta di redditometro c'è sempre stato, adesso è solo inasprito». Chi soffrirà di più con l'introduzione del redditometro? «La paura è che incida sui consumi. Meno viaggi, meno gioielli, meno abiti firmati, sostengono i commercianti. Ma con la crisi la gente ha meno e spende comunque meno». Nel mirino finiranno soprattutto liberi professionistie lavoratori in nero? «L'evasione si trova dappertutto non solo tra i professionisti. Ci sono doppi, tripli lavori non dichiarati. C'è il lavoro nero, c'è una categoria infinita di evasori. Purtroppo manca una cultura fiscale in Italia. Speriamo nei giovani che, stando ai miei contatti con l'università, hanno un marcato senso della legalità». Cosa consiglia al buon contribuente per giustificare le spese extra? «Tenere la documentazione. Chi ha investito in Bot o ha ricevuto un'eredità o un prestito può tranquillamente dare spiegazioni delle proprie spese. Lo stesso vale per chi utilizza i propri risparmi». Cambiare l'arredamento, acquistare un'auto o un gioiello come si deve documentare? «O con una diminuzione dei propri risparmi o con entrate extra comprovate oppure, se un regalo, con la prova del passaggio del denaro da parte di chi quel dono l'ha fatto» Chi ha perso il lavoro e continua a pagare il mutuo con l'aiuto dei parenti, come può provarlo? «Con un assegno, meglio ancora con un bonifico, magari con una causale specifica da parte di chi sborsa l'importo della rata. Utile può essere anche un scrittura privata. Del resto un prestito anche tra fratelli si mette sempre nero su bianco. Lo stesso vale per i nonni che regalano auto, motorini o viaggi a figli e nipoti». Chi risparmia tutto l'anno pur di concedersi il lusso di un viaggio, la barca o magari l'università dei figli, come potrà tutelarsi? «Vale sempre il discorso della diminuzione dei propri risparmi, è invece un po' meno dimostrabile la mancata spesa rispetto agli standard». Chi ha attività in proprio e mischia spese aziendali e personali? «Già ci sono delle presunzioni in merito, l'auto ad esempio è calcolata al 40% come uso privato e non aziendale. Lo stesso vale per il telefono. Io comunque sconsiglio di mischiare». E i professionisti che dicono 25 euro o 50 con la fattura? «Il redditometro li scoverà»