Detenzione di armi condanna a due anni
VALLE In tribunale per una lite scoppiata fuori da un bar. Ieri si è tenuta l'udienza conclusiva del procedimento a carico di Rosario Bivona e Sebastiano Iaria, entrambi 45enni e residenti a Valle, accusati di tentata violenza privata e detenzione di armi. Iaria è stato condannato a due anni per il possesso di una pistola Beretta calibro 22 con matricola abrasa, ma entrambi gli imputati sono stati assolti dall'accusa di violenza privata. I due, il 4 luglio del 2011 si trovavano fuori da un bar insieme ad altri due clienti, anche loro di Valle, con i quali era iniziata una discussione. Secondo l'accusa, i due imputati avrebbero perso in fretta le staffe, tanto che avrebbero minacciato gli altri due con una pistola scacciacani. Questa tesi, nel corso del dibattimento non ha trovato fondamento ed è stata smentita dai testimoni ascoltati dal giudice monocratico Stefano Scati. Da qui l'assoluzione dall'accusa di violenza privata perché il fatto non sussiste. Iaria era però accusato anche di detenzione illegale di una beretta calibro 22 con matricola abrasa. Il pm aveva chiesto tre anni e 1000 euro di multa. Il difensore, l'avvocato Davide Balzaretti di Vercelli, ha chiesto il minimo della pena. Il guidice ha quindi condannato Iaria a 2 anni e 600 euro di multa (pena sospesa) per il solo reato detenzione illegale di un'arma da guerra. «Il possesso dell'arma da guerra, ovvero della pistola Beretta – spiega Balzaretti – è emerso nel corso di una perquisizione avvenuta in un secondo momento presso l'abitazione del mio assistito. Non è un fatto collegabile all'aggressione, che di fatto non c'è mai stata». Bivona era assistito dall'avvocato Consuelo Pettinato di Abbiategrasso. «Il mio assistito – dice Pettinato – era accusato solo di violenza privata, reato che non sussiste». (s.bo.)