Lavori in nero nei campi denunciato imprenditore
TORTONA Nuovo intervento della Guardia di Finanza di Tortona che ha scoperto diversi lavoratori impiegati in nero, senza garanzie e senza un regolare contratto. E' accaduto in un'azienda agricola di un comune del Tortonese e il suo titolare è finito nei guai perché quindici dei suoi 30 dipendenti erano lavoratori non in regola con le norme. Si tratta di italiani e stranieri di varie età. L'irregolarità è emersa durante i controlli effettuati, quando i militari, insieme ai funzionari della Direzione provinciale del lavoro di Alessandria, si sono recati sul posto ed hanno scoperto che la metà dei lavoratori non era stati regolarmente assunti. I 15 lavoratori in nero erano adibiti alla selezione e allo scarto di diversi ortaggi, al loro lavaggio e confezionamento. Lavoravano indossando le dotazioni igieniche previste, muovendosi con disinvoltura tra i diversi macchinari presenti. La constatazione di un numero di lavoratori in nero in misura superiore al 20% del totale di quelli presenti sul luogo del lavoro - come appunto nel caso dell'azienda agricola tortonese - comporta la sospensione dell'attività economica che tuttavia può essere revocata se il titolare della ditta provveda alla relativa regolarizzazione ed è proprio di quest'ultima opzione che il rappresentante legale dell'azienda ha deciso di avvalersi, assumendo, all'indomani del controllo, ha pagato 1.500 euro come previsto a tutti e 15 i lavoratori, i quali possono ora continuare a lavorare tutelati da un regolare contratto. Naturalmente questo è solo un piccolo "anticipo" del salasso che attende l'imprenditore agricolo tortonese nei confronti del quale scatterà comunque la "maxisanzione" che va da 1.500 a 12.000 euro per ciascun lavoratore occupato "in nero", oltre a 150 euro per ogni giornata effettiva di "lavoro nero" oltre ai contributi e a tutti i versamenti che non sono stati effettuati. Calcolando tutte le possibili agevolazioni che la normativa consente, con ogni probabilità, l'imprenditore tortonese pagherà come minino un sanzione di almeno 50 mila euro. Angelo Bottiroli