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DOPO LE FESTE Nipoti negati ai nonni inutile sofferenza n Sono appena dietro le nostre spalle le festività e il Natale è, per eccellenza, la festa dedicata ai bambini, diventando, questi, giustamente centro delle attenzioni da parte dei genitori. Sì, dei genitori! Ma fortunati quelli che vivono e possono godere dell'affetto di mamma e papà. Ancor più fortunati quegli innocenti che sono circondati anche della presenza dei nonni. Già, perché sono veramente tanti quei bambini che trascorrono la "loro" festa dietro il surrogato e passeggero dono di un giocattolo, mancando della presenza costante del papà, e pure dei nonni, di cui troppo distrattamente viene negato un espresso diritto legale nei confronti dei rispettivi nipoti. Dov'è andato a finire lo spirito di sacrificio della coppia genitoriale finalizzata ad una crescita serena della prole? Spesso sono motivi troppo sbrigativamente accampati per "risolvere" una unione che alquanto egoisticamente genitori-compagni mettono in atto, a prescindere dalle conseguenze per i figli. E se con altrettanta superficialità ed acredine si priva l'infanzia anche della presenza, mai sostitutiva ma pure indispensabile, dei nonni ? Allora, (quanto ragionevolmente perdonabile ?) il danno che si procura è doppio: all'infante in crescita, e ai nonni per la loro funzione propria della loro età verso lo sboccio alla vita da parte dei nipoti. Che senso ha accanirsi contro dei nonni, negando loro il diritto alla frequentazione dei propri nipoti, procurando a questi ultimi una sofferenza terminale e inaspettata nel declino, così reso più penoso e penalizzato, della loro vita ? Se anche questo è il prezzo che al nuovo senso della civiltà si deve pagare, allora è il caso che la società prenda coscienza della china umana che va segnando. Alberto Volpe SCUOLA Contributi e controlli che toccano allo Stato nGentile direttore, la polemica sulle scuole pubbliche paritarie è vecchia e non porta da nessuna parte. La sinistra si appella all'art. 33 della Costituzione "senza oneri per lo Stato" non tenendo conto che il confronto tra scuole porta sempre ad un miglioramento dell'istruzione. Vada a vedere cosa succede nei paesi a noi vicini (Francia, Germania, ecc.) in cui lo Stato viene incontro ad una esigenza fondamentale dell'uomo e cioè la libertà di educazione oltre che a grossi risparmi. E' un principio elementare. Se poi si vanno a rileggere gli atti della Costituzione si può apprendere che il "senza oneri" si riferiva al fatto che se qualcuno voleva costruire una scuola, secondo i criteri dello Stato, non poteva, in quella fase, ricevere alcun finanziamento. Per migliorare il sistema educativo ci vuole quindi un confronto leale con il controllo severo da parte dello Stato che deve vigilare affinchè tutte le scuole, pubbliche e paritarie, rispettino i programmi e si prendano adeguati provvedimenti per chi non fa il proprio dovere. E poi si facciano dei seri confronti sui costi che si hanno per i ragazzi che frequentano le scuole pubbliche e quelle paritarie. Si scoprirebbero veramente gli sprechi. Agostina Negri Vigevano REPLICA Gas, tariffe di rete i criteri dell'Autorità n L'articolo "E spunta il rincaro retroattivo della quota fissa", pubblicato ieri, contiene un'affermazione gravemente lesiva e assolutamente falsa rispetto all'operato dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Infatti, nel fissare le tariffe di rete, il Regolatore applica criteri certi e stabili – con piena e riconosciuta indipendenza - dopo ampie consultazioni pubbliche cui partecipano anche le Associazioni di consumatori. Un metodo di lavoro che garantisce trasparenza ed efficienza a beneficio dei clienti finali. D'altro lato, i numerosi ricorsi dei distributori di gas e delle loro associazioni testimoniano con evidenza la ‘resistenza' dell'Autorità ‘'alle pressioni delle aziende proprietarie delle rete''. Cristina Corazza direttore comunicazione Autorità energia elettrica e gas I "criteri certi e stabili" di cui parla l'Autorità non hanno impedito che in appena tre anni la parte di tariffa del gas che va ai distributori sia aumentata con percentuali da capogiro: a seconda degli scaglioni di consumo, si va da +50% a +1.100%. E nemmeno che nello stesso periodo la quota fissa in bolletta (una fetta della quale va ai distributori) rincarasse di quasi il 200%. (l.si.)