Mercato auto, un 2012 disastroso

TORINO Per il mercato europeo dell'auto il 2012 è stato, come previsto, un annus horribilis: le nuove immatricolazioni nei 27 Paesi Ue hanno subito una flessione dell'8,2%, la più alta da vent'anni. A dicembre il calo è stato del 16,3%. Nella top ten dei costruttori Fiat si colloca al settimo posto, a un soffio da Bmw, con una quota pari al 6,4%, un risultato sul quale pesa il mercato italiano, mentre tra i modelli continuano ad andare bene Panda e 500 che detengono il 28,1% del segmento A, quello delle auto di piccola cilindrata o citycar. Tra i cinque principali mercati dell'auto in Europa, l'Italia è quella che nel 2012 registra la flessione maggiore (-19,9% a 1.402.089 nuove vetture). Cali a doppia cifra anche per Francia (-13,9%) e Spagna (-13,4%), mentre la flessione è più contenuta in Germania (-2,9%). La Gran Bretagna registra un aumento delle nuove immatricolazioni del 5,3% a 2.044.609 unità. I dati sulle vendite pesano sul titolo del Lingotto che, a Piazza Affari, chiude in calo del 2,03%, mentre a Torino inizia la stretta finale tra azienda e sindacati metalmeccanici sul contratto specifico di primo livello per gli 80.000 lavoratori del gruppo. Un nuovo incontro è fissato per oggi, ma non è ancora scontata la firma dell'accordo. Nel mondo sindacale e politico continua a tenere banco la vicenda Melfi, dopo l'annuncio dei due anni di cassa integrazione straordinaria per consentire l'avvio dell'investimento da un miliardo di euro in vista della produzione dei due mini-suv. «Prima guardiamo il progetto, poi facciamo i commenti», risponde il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera a chi gli chiede se il governo abbia intenzione di convocare la Fiat. «Siamo in una fase di ristrutturazione - osserva il leader della Cisl, Raffaele Bonanni - il dato negativo è che alcune persone dovranno fare un piccolo sacrificio, ma questo servirà ad avere un vantaggio per almeno vent'anni». Continua invece ad esprimere preoccupazione la Cgil, per la quale «siamo di fronte a una mancanza di strategia, ma anche a un progressivo ridimensionamento della presenza Fiat sul mercato europeo e soprattutto italiano a vantaggio di altri considerati più interessanti». Per il coordinatore nazionale della Fiom per il gruppo Fiat, Michele De Palma, «il nuovo piano Fiat prevede licenziamenti». «Se si vuole rasserenare il clima - dice l'esponente del Pd, Cesare Damiano - l'unica strada è quella che l'azienda convochi rapidamente i sindacati».