Anche l'aquila reale è stata avvistata in alta valle Staffora

VARZI Dopo il ritorno del lupo in Valle Staffora testimoniato da numerose segnalazioni, riappare nei cieli dell'Appennino pavese l'aquila reale. La specie, secondo gli esperti del museo di Scienza naturali di Voghera, diretto da Simona Guioli e coordinato dall'assessore alla Cultura Marina Azzaretti, è tornata a frequentare l'alto Oltrepo, dove non è più così raro imbattersi in qualche esemplare alla ricerca di cibo (piccoli e medi mammiferi soprattutto). «La specie era nidificante sul monte Boglelio nel comune di Santa Margherita di Staffora all'inizio in tempi storici, mentre ai giorni nostri non è noto alcun nido in provincia di Pavia, anche se si riproduce in vallate confinanti (come la Val Trebbia). – spiega Francesco Gatti conservatore del Museo di Scienze naturali di Voghera - Gli animali che si osservano in Val Staffora e Tidone sono quindi con buona probabilità adulti in caccia provenienti da aree circostanti o giovani in cerca di territori da occupare». Provoca certamente stupore pensare che anche a Voghera è possibile avvistarla. Infatti negli ultimi anni sono ben due le segnalazioni e in uno dei due casi l'aquila è stata osservata dall'auto all'altezza del casello di Medassino dallo stesso Francesco Gatti. L'aquila reale è un rapace che sta tornando a popolare tutte la vallate da dove era scomparsa, un fatto che deve leggersi in maniera positiva siccome è frutto di un accresciuto rispetto nei suoi confronti (un tempo veniva uccisa sistematicamente) e di un ambiente che mantiene un buono stato di conservazione. L'aquila reale è lunga circa 78 cm può arrivare fino a 210 cm di apertura alare. Questi esemplari di colore marrone con piume dorate sulla nuca sono grandi uccelli da preda diurni. Mattia Tanzi