La Camera non cede alle lusinghe «Resto a Pavia»

Sarà il giudice sportivo a decidere, in base a quanto scritto dall'arbitro Reni di Pistoia sul referto di Pavia-Alto Adige, se squalificare per un turno mister Giorgio Roselli (nella foto) o se infliggere una semplice ammonizione. Da questa decisione, che si conoscerà nel pomeriggio di oggi, dipende se l'allenatore del Pavia sarà in panchina o meno domenica prossima a Lumezzane. Al 32' della ripresa, domenica, il tecnico azzurro è stato allontanato dalla panchina per proteste in seguito al fallo non concesso con Beretta lanciatissimo in contropiede ed ostacolato dal difensore avversario dell'Alto Adige Cappelletti. Episodio che sarebbe potuto costare l'espulsione al giocatore altoatesino. «Dalla panchina ci siamo alzati tutti in piedi per protestare – spiega mister Roselli –. Nessun insulto all'arbitro che però con la coda dell'occhio mi ha visto e appena la palla è uscita ed il gioco si è interrotto, è venuto verso di me per espellermi. Non ero neppure uscito dall'area tecnica». PAVIA Il Pavia ha raggiunto la zona play off grazie al gruppo, senza negare un ruolo da solista a chi ha maggiore esperienza. E' il caso di Giovanni La Camera: l'ex centrocampista del Benevento ha avuto fino ad ora un rendimento crescente. Qualche difficoltà iniziale di ambientamento, poi una stagione da protagonista che ne fa oggi anche un giocatore ambito sul mercato: la scorsa settimana si era parlato di un interessamento del Trapani. «Sono cose di cui si occupa il mio procuratore, ma io non ne so nulla», dice La Camera, 29 anni compiuti a fine dicembre. Il Pavia, cedendolo ora, avrebbe la possibilità di fare cassa, visto che La Camera è sotto contratto fino al 30 giugno. «Ho un contratto di un anno, firmato la scorsa estate, e sto bene qui – sottolinea il centrocampista –. Se poi ci sono interessamenti, o se ci saranno, non può che farmi piacere perché vuol dire che sto facendo bene. Come del resto sta facendo bene tutto il Pavia. Per il futuro si vedrà: è chiaro che sono legato fino al 30 giugno al Pavia, ma che come professionista posso valutare le offerte pluriennali che dovessero arrivarmi. Ma tra me, il mister e la società è tutto chiaro». Ancora più chiaro l'amministratore delegato azzurro Alessandro Zanchi: «La Camera è un giocatore del Pavia e lo sarà fino a fine giugno, come scritto sul contratto – taglia corto –. Offerte per Giovanni non ne sono arrivate e se accadrà verranno respinte al mittente. E' un giocatore su cui avevamo puntato la scorsa estate e che sta ripagando ampiamente la nostra scelta. Con lui abbiamo parlato prima di Natale, il futuro lo vedremo strada facendo». Qualche club potrebbe tornare alla carica per La Camera a fine stagione quando, a scadenza di contratto, non ci sarebbe più nulla da pagare al Pavia, ma solamente trattare l'ingaggio con La Camera. Intanto La Camera si gode insieme alla squadra la zona play off. «Anche se in questo momento l'obiettivo deve rimanere il raggiungimento della quota salvezza – frena il centrocampista azzurro, alla quinta stagione in Prima divisione, ma con alle spalle anche due anni in B al Rimini –. Mettersi al sicuro è fondamentale: a quel punto se si continuerà a far bene vedremo dove si potrà arrivare. Finora abbiamo giocato alla pari con tutti: Lecce a parte, che ha un potenziale fuori portata. Dopo Trapani, l'Alto Adige visto domenica è la miglior squadra che abbiamo affrontato e quindi i tre punti ottenuti contro di loro sono molto importanti». Nel Pavia la consapevolezza dei propri mezzi è cresciuta strada facendo. «Certamente – conferma La Camera –. All'inizio c'erano tanti giovani che si sono sempre dimostrati pronti all'occorrenza e hanno fatto dimenticare le assenze dei titolari. I giovani sono cresciuti molto attorno ai giocatori più esperti come me, che conosco meglio questi campionati e le loro difficoltà. Siamo molto contenti, ma non ci montiamo la testa. Ora ci assaporiamo la gioia del quinto posto, ma penseremo subito alla trasferta di Lumezzane per continuare a raccogliere punti per tagliare il traguardo salvezza». Enrico Venni