«Ho visto Betta morire davanti a me»

«Abbiamo sentito un botto tremendo e qualcuno ha pensato che si fosse aperto il portellone e qualche paio di sci fosse scivolato fuori. Poi l'autista ha guardato lo specchietto retrovisore e ha urlato: «Ha centrato una macchina!». F.T., 39 anni, agente di commercio di Garlasco, domenica era a bordo del primo pullman in viaggio per Pila con la moglie e i due figli. La comitiva è partita da piazza Repubblica alle 5 e mezzo. Alle 11 tutti sono rientrati a casa, sconvolti. «Ho visto l'auto della ragazza dopo lo schianto – prosegue F.T. – Siamo rimasti tutti scossi». (si.bo.) SANT'ANGELO Sant'Angelo e Palestro, due paesi che piangono la morte di Elisabetta Broggio. Il fidanzato, il 32enne bancario di Palestro Matteo Nicoletti, è distrutto dal dolore. Stava seguendo Elisabetta mentre rincasava, all'alba di domenica, da Palestro, dove avevano trascorso la serata,verso Sant'Angelo, dove Elisabetta, 27 anni, viveva con i genitori e il fratello. La Clio di Elisabetta davanti, dietro a qualche centinaio di metri il fidanzato Matteo guidava la sua auto. Voleva accompagnare la sua ragazza. Si sarebbero salutati davanti a casa di lei, con un bacio. «Avevo davanti un camion - racconta, affranto dal dolore, Matteo Nicoletti - ho visto che ha frenato e messo le quattro frecce, mi sono sporto un po' con l'auto e ho visto quella di Betta già nel campo a lato della strada e il pullman che l'ha urtata in mezzo alla strada. Sono corso da lei, ma non c'era più nulla da fare». Una disgrazia che lascia attonite le comunità di Sant'Angelo, dove Elisabetta era cresciuta, e di Palestro, paese che frequentava negli ultimi anni da quando era iniziata la sua relazione con Matteo. Sia la casa dei genitori di Elisabetta a Sant'Angelo che la casa del fidanzato Matteo a Palestro tra domenica e ieri sono state un via vai di persone che hanno voluto testimoniare il loro dolore per la prematura scomparsa della 27enne di Sant'Angelo Lomellina. Tristezza anche all'ipermercato Bennet di Parona. Nella galleria del centro commerciale paronese Elisabetta lavorava da giugno all'interno del negozio di abbigliamento della catena "Motivi", prima aveva avuto lo stesso impiego ma nel negozio della Motivi al centro commerciale Ducale di Vigevano. Domenica Elisabetta sarebbe dovuta andare al lavoro, ma a Parona non è mai arrivata. Alla notizia della sua morta, il negozio domenica è rimasto chiuso. «Era una ragazza straordinaria e lavorava come se il negozio fosse il suo - sottolineava ieri pomeriggio una collega - ci mancherà». La 27enne commessa di Sant'Angelo spesso faceva la pausa pranzo al bar "Marilyn": «Lo scorso giugno con i suoi amici avevamo fatto la festa di compleanno proprio qui e veniva sempre a pranzo e quando terminava si preparava una sigaretta sul tavolino - sottolineano i titolari Ilaria Cardinali e Nando Di Stasio e la collaboratrice Gabriella Rizzo - è una tragedia immane. Era una ragazza piena di voglia di vivere, ci mancherà». I funerali di Elisabetta Broggio, morta sul colpo domenica mattina sulla circonvallazione di Robbio in seguito all'urto della sua Clio contro un pullman dello sci Club di Garlasco che per immettersi nella statale ha invaso la corsia dove viaggiava la ragazza, si terranno giovedì alle 9 nella chiesa parrocchiale di Sant'Angelo Lomellina. Sandro Barberis