Maroni cerca Cattaneo Ma il Pdl chiude la porta

Due scenari per il sindaco Alessandro Cattaneo nel caso si concretizzasse il salto in Regione. Ipotesi 1) - Se Cattaneo venisse eletto consigliere regionale, in base alla legge regionale del 4 dicembre 2009 diverrebbe incompatibile con la carica di sindaco di una città superiore a 40mila abitanti. In questo caso avrebbe sei mesi di tempo per decidere se restare sindaco, rinunciando all'elezione o viceversa. Ipotesi 2) - Se Cattaneo non venisse eletto, ma gli venisse affidata una delega d'assessore regionale, potrebbe non sussistere alcuna potenziale incompatibilità (la legge non indica in modo dettagliato questo caso). Le incompatibilità sarebbero però di altra natura, prettamente politica. di Fabrizio Guerrini wPAVIA Roberto Maroni lo convoca, Mario Mantovani lo rimanda in panchina: il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo è di nuovo ad un bivio. E agita il Pdl. «Se diventerò governatore della Lombardia, nominerò Cattaneo alla vicepresidenza»: dice il leader della Lega. «Caro Maroni, le nomine nel mio partito non le fa il candidato governatore regionale. Seguiremo le nostre regole interne e le nostre procedure e non quelle della Lega»: gli risponde a distanza il senatore Mantovani, coordinatore regionale del Pdl. Cattaneo, da parte sua, si dice «lusingato dell'invito di Maroni e a disposizione del partito». Mantovani, però, prende atto, così : «Ringraziamo il sindaco di Pavia per la sua disponibilità, ma non siamo per la sommatoria delle cariche. Noi siamo perchè si facciano bene le cose che si stanno facendo. Il sindaco Cattaneo continui, perciò, il suo impegno a Pavia che dà slancio a tutto il partito». Insomma: la Lega apre a Cattaneo in Regione, il Pdl no. La storia, così, si ripete. Monti voleva il ragazzo dei Gazebo a capo di una civica, ora è la volta di Maroni. Ed è lo stesso Cattaneo a raccontare scena e retroscena: «Conosco e stimo Maroni da tempo da quando ho partecipato alla conferenza Stato-Regioni a Parma con l'allora ministro dell'Interno. L'ho incontrato più volte come vicepresidente Anci e, di recente, durante il tour di presentazione del suo libro. La stima è reciproca: Maroni mi ha ripetuto che ha molto apprezzato il fatto che io abbia sostenuto il patto Pdl-Lega anche quando i rapporti tra i due partiti non erano idilliaci». Non solo: in ambito Lega si ricorda come, tra gli «estimatori» di Cattaneo, figuri anche il sindaco di Varese Attilio Fontana amico di vecchia data di Bobo Maroni. Quindi: Monti no, ma Maroni sì. «A Monti ho detto no – premette Cattaneo – perchè non c'era coerenza con il mio impegno nel Pdl. Sarei andato probabilmente a Roma, ma non era giusto guardare alle proprie ambizioni. Io voglio restare legato alla mia città e al mio territorio». E se, invece, di Roma, la partita si giocasse a Milano? «Sono lusingato dalle dichiarazioni di Maroni. Ma sono a disposizione, del mio partito naturalmente». Il sindaco, dunque, si mette in gioco o lo rimettono in gioco: come conciliare, però, questo scenario regionale con il fresco annuncio di voler restare sindaco? «Ma io sono ancora il sindaco di Pavia – osserva Cattaneo – L'importante per me è che questo territorio abbia la giusta valorizzazione. Credo che in Regione questo avverrebbe, soprattutto con un assessore regionale pavese. Ma non parlo del sottoscritto. Anzi, sarebbe importante che il Pdl trovi un nome giusto per rappresentare questa nostra realtà alle regionali. Un nome nuovo che esprima la voglia di rinnovamento. Io mi impegno da subito ad aiutare in questa scelta». E se il nome fosse il suo, c'è questa postilla: «Deciderà il partito, di certo preferirei affrontare una campagna elettorale per incontrare la gente. Ma sono solo ipotesi: io sono il sindaco di Pavia e sarei contento di continuare a farlo». Un fatto è certo: per il Pdl riemerge il caso Cattaneo mentre il partito è in mezzo ad un guado. Senza più un vertice e con i big in posizione molto defilata («Abelli? L'ho sentito a Natale. Per scambiarci gli auguri» annota Cattaneo). E dovendo fare i conti con chi, di certo, non spianerà la strada a una candidatura Cattaneo. A partire da Pesato che ambisce a una rielezione o all'area vogherese che spinge per l'ex sindaco Torriani. Con i due posti rosa ancora da definire. Il vicesindaco della Lega Marco Centinaio la vede così: «Lo dico da tempo ad Ale: mollali e vieni con noi. Dovrebbero essere contenti nel Pdl di avere un sindaco in gamba, stimato anche da altri partiti». In tutto questa tempesta perfetta cosa resta della formattazione del Pdl? «Siamo rimasti in silenzio, ma la guerra non è finita» risponde Cattaneo. Poi, qualcosa di più sfugge al controllo delle cose da dire: «Certo è che se alle primarie del Pd avesse vinto Renzi, il vento del rinnovamento avrebbe spazzato anche casa mia». Lo sguardo si accende ed è come se il Peter Pan che si porta dentro, non si sia, ancora, del tutto spento.