Il virtuosismo di Liszt per il recital pianistico del polacco Sobula

Si intitola "Open" il nuovo spettacolo del coreografo statunitense Daniel Ezralow in scena dopo quattro anni di assenza dai palcoscenici italiani. Dal 18 al 20 gennaio verrà presentato al teatro degli Arcimboldi di Milano, il 29 gennaio sarà invece al Fraschini per la stagione di danza del teatro pavese. L'arte coreografica di Daniel Ezralow si fonda su un'idea di danza fatta di divertimento, agilità, sorpresa, leggerezza, coinvolgimento diretto del pubblico, utilizzo emozionale delle tecnologie visive più all'avanguardia. Sono questi gli elementi che hanno reso le sue coreografie veri e propri "eventi" mediatici. In "Open" la danza contemporanea si fonde con la musica classica in un esaltante connubio per trasportare il pubblico in una nuova dimensione dove umorismo e intensità danno vita a una miscela esplosiva di straordinaria fantasia creativa, emozione scenica e puro entertainment. Brevi quadri e fulminanti vignette tengono il pubblico in uno stato di eccitante attesa e meravigliata sorpresa e fanno dello show una inarrestabile ed esaltante serie di momenti tecnici ed emotivi. Il vocabolario espressivo di Ezralow è come sempre provocatorio e vuole interrogarsi continuamente sul concetto di danza e umanità. Un cast di otto danzatori e danzatrici della sua compagnia americana con talenti e stili differenti (dalla danza classica alla danza moderna, dalla ginnastica alla street dance) hanno lavorato insieme allo staff creativo del coreografo statunitense per creare questo spettacolo. PAVIA La stagione dei concerti del collegio Borromeo ha in calendario per domani sera un concerto per pianoforte di cui sarà protagonista l'artista polacco Marian Sobula. Il concerto, che è a ingresso libero, prenderà il via alle 21.15 nella sala degli Affreschi. Sobula in Italia ha già avuto molte occasioni per farsi notare dagli addetti ai lavori vincendo numerosi concorsi in diverse città della penisola che si aggiungono ai riconoscimenti internazionali sia per le sue doti solistiche sia per la capacità di stabilire un legame solido durante le esecuzioni con la orchestre. A Pavia sarà protagonista di un recital in due parti: la prima sarà dedicata a Chopin, la seconda a Liszt e in particolare agli studi di esecuzione trascendentale su cui Sobula ha concluso lo scorso anno un dottorato di ricerca e da molti pianisti considerati, a ragione, vetta irraggiungibile e insormontabile per via del virtuosismo della scrittura di Liszt. I "12 studi di esecuzione trascendentale" (Études d'exécution trascendante) sono pagine pianistiche composte tra il 1826 e il 1851. Costituiscono uno dei cicli di composizioni dove meglio si può vedere la ricerca svolta dal compositore ungherese al fine di estrarre dal pianoforte nuove possibilità espressive, anche andando contro i modi più ortodossi e consolidati del pianismo; ricerca, va detto per inciso, suffragata anche dalle numerose innovazioni tecniche che in quegli anni si introducevano sui pianoforti e che li stavano lentamente portando ad assumere l'attuale fisionomia. Si hanno così pezzi con intere pagine da eseguire nel registro grave del pianoforte (Vision), vorticose scalette su e giù per la tastiera praticamente in ogni forma possibile, passaggi dall'armonia audace o dalle impreviste difficoltà ritmiche (Wilde Jagd). In quest'ottica rimangono tutt'oggi per il pianista alcune tra le composizioni più impegnative da affrontare per il modo assolutamente libero da ogni tipo di condizionamento di coniugare le difficoltà tecniche con le difficoltà musicali dell'esecuzione.