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politica / 1 Il movimento dei voltagabbana nVorrei fare una modesta osservazione sul movimento che a fine legislatura anima gli onorevoli voltagabbana di qualunque partito, che mollano quello con cui sono stati eletti truffando così gli elettori che li hanno votati. Potrei capire un loro cambiamento di casacca all'inizio della legislatura o qualche mese dopo, ma fine della stessa non è un comportamento serio e onesto, dimostrando un menefreghismo verso coloro che hanno avuto fiducia in loro. Questi signori potrebbero addiritura formare un gruppo politico autonomo denominato «partito voltapagina». Spero, anche a nome di molti italiani che la pensano come me, che il prossimo parlamento vari uns legge che permetta sì il cambiamento di opinioni verso il partito che li ha eletti, ma in modo che automaticamente perdano lo scranno in parlamento. Romeo Grandini politica / 2 La disonestà in dialetto pavese nSuma gent nurmal, tirà su in tal rispèt, par la roba e par i altar. I nostrar interès, ièn la salut, al lavurà, la famiglia. E par quèst, as duma da fa. Sensa fa dal mal a nesun, e sl'è pusibil, aiutanda i altar. E vèdam, chi sensa vargogna ad la pulitica, chi roban, e i disan cl'è vera no. E i fan i nimal. E i fan i leg par lur, par parè a post. I pensan da murì pu, e da purtas a drè i danè, i cà, i machin, ch'ian rubà. Parchè, sensa trop gir ad parol, as mètam no insèma, la gent unèsta, par guvernà al nos Paes, ch'al merita pusè. As fuma dà indrè quèl chi han purtà via, e a ia mandam, me tuti, a lavurà. Magari col badì. Gaetano Respizzi addio melato Il mio ricordo di Mariangela nNel 1969 prestavo servizio militare di leva alla Scuola Acs di fanteria a Spoleto, proprio nel periodo del famoso Festival dei Due mondi. Quell'anno ci fu una partecipazione straordinaria di artisti: per strada si incontravano spesso persone del calibro di Romolo Valli o Anna Magnani, addirittura il concerto finale nella piazza del Duomo fu diretto da Karajan. Un giorno arrivò l'ordine del colonnello comandante a tutti gli allievi che li obbligava ad andare in libera uscita e presenziare alla prova dell'Orlando Furioso che si sarebbe tenuta in una vecchia chiesa sconsacrata. Il regista era Luca Ronconi e voleva vedere l'effetto della recitazione che avveniva in mezzo agli spettatori e non sul palcoscenico, con le varie parti eseguite contemporaneamente. Ognuno seguiva il gruppo di attori che voleva perchè questi si spostavano e recitavano in vari punti di questo tempio vuoto, salendo su dei carri che spingevano essi stessi. All'ora prestabilita ci trovammo tutti davanti al portone chiuso della chiesa. Gli attori erano anch'essi in attesa del funzionario del municipio che doveva aprire. I protagonisti erano Massimo Foschi ed Edmonda Aldini, ma io rimasi colpito da una ragazza che stava davanti a me vestita con un paio di jeans e un maglioncino blu. Aveva un seno abbondante, una capigliatura quasi alla maschio con la frangetta e, soprattutto, due grandi occhi verdi forse non perfettamente simmetrici ma comunque bellissimi, addirittura magnetici. Ne rimasi letteralmente ipnotizzato al punto che, durante la prova, seguii soltanto lei. Era Mariangela Melato, all'epoca ancora poco conosciuta. Dopo quella prova, l'Orlando cominciò a girare per il mondo. Ora che quei grandi occhi si sono chiusi, insieme a un profondo dolore dentro di me c'è un grande rimpianto. Avrei voluto incontrarla, mi sarei presentato e le avrei ricordato quel lontano episodio agli albori della stra straordinaria carriera. Addio Mariangela. Fausto Losio sanita' Grazie ai medici del Don Gnocchi nTramire la Provincia Pavese ringrazio pubblicamente tutto il personale dell'Istituto Don Gnocchi di Salice Terme dove la mia mamma, Maria Galati, è stata ancora una volta curata con grande umanità e professionalità. Un grazie particolare al dr. Gerzeli ,alla dr.sa Merlano e alla straordinaria Robbiani. Ornella Moro