Ferrera, il don insegue i ladri
La Pro loco ha chiuso i battenti a tre anni dalla fondazione. «Abbiamo svolto un'intensa attività, ma le energie per mantenerla attiva sono insufficienti e abbiamo deciso di fermarci qui», commenta il presidente Antonella Fondrini. L'ultimo bilancio ha chiuso con 1.000 euro di attivo, che saranno suddivisi fra le scuole, l'oratorio parrocchiale, la società sportiva e il cinema-teatro. Nei giorni scorsi la Pro loco ha assegnato un contributo di 80 euro, l'ultimo della sua triennale esperienza, per il Tombolone. La cifra è servita ad acquistare uno dei premi in palio. «Ringrazio i soci, i consiglieri, i molti amici, gli sponsor, il Comune e le associazioni e i gruppi con cui abbiamo collaborato – aggiunge Fondrini – Un ricordo particolare per Giancarlo Premoli, tra i soci più attivi ed entusiasti, che ha impersonato il vero spirito di volontariato che serviva. Speriamo che la nostra esperienza possa essere di stimolo ad altri in futuro». (u.d.a.) FERRERA Il parroco ha rincorso tre ladri nel cuore della notte, che poi lo hanno minacciato con un piede di porco. Nessuna conseguenza per don Alberto Fassoli, il sacerdote 52enne che già nei mesi scorsi aveva inveito contro un'altra banda di malviventi. Ieri notte, verso le 3, i ladri hanno forzato la porta d'ingresso del bar Il Caminetto, situato proprio di fronte alla canonica. All'interno hanno asportato la macchinetta cambiavalute scappando poi all'esterno al suono dell'allarme antifurto. Una volta in piazza, i ladri sono corsi verso la vicina XX Settembre per raggiungere il furgone parcheggiato in via Roma, a circa 400 metri. «Ho sentito il suono dell'antifurto e in un primo tempo ho pensato che fosse scattato per sbaglio – racconta il parroco – Poi, sentendo altri rumori, sono uscito e ho visto i tre ladri dirigersi verso via XX Settembre: non ci ho pensato molto e mi sono messo all'inseguimento». Il gesto coraggioso è durato solamente qualche secondo perché in piazza Bartellini, prima di arrivare in via Roma, don Fassoli è stato minacciato. «Uno dei tre si è girato alzando il piede di porco verso di me: a quel punto ho desistito e sono rientrato in canonica – dice ancora il sacerdote – Sono riuscito solamente a vedere che si allontanavano verso via Roma, nei pressi di palazzo Strada, dove avevano parcheggiato il furgone». I titolari del bar hanno lamentato un danno di circa 2mila euro, perlopiù dovuto alla manomissione della saracinesca e della porta d'ingresso. «La macchinetta cambiasoldi non conteneva contanti perché l'avevo svuotata prima di chiudere», spiega Gennaro Fiorello, marito della titolare Maddalena Gallo. E proprio il bar di piazza San Giovanni Battista era già stato preso di mira da una banda di ladri contro cui don Fassoli si era scagliato, ma solo a parole. «Il nostro parroco ha avuto coraggio: lo ringrazio per aver tentato di fermare quei malviventi – commenta Fiorelli – Per fortuna non ci sono state conseguenze per la sua persona». E ieri notte i ladri si sono accaniti anche contro il campo sportivo di strada Corradina. Dopo aver tentato di forzare la porta della struttura gestita dalla squadra di calcio Cs Ferrera, hanno scardinato una finestra. Una volta all'interno, i ladri hanno messo a soqquadro la stanza alla ricerca di denaro. Alla fine del colpo se ne sono andati con 150 euro. «Noi abbiamo subìto un danno di circa 1.000 euro, dovuto in larga parte alla rottura della finestra», spiegano dal Cs Ferrera. Dal Comune si ipotizza che sia stata la stessa banda affrontata dal parroco. «Prima di andarsene hanno trovato il tempo di bere tre birre in lattina», fanno sapere. Umberto De Agostino