Pd, la segreteria regionale frena su Bosone candidato

di Marianna Bruschi wPAVIA La direzione regionale frena sulla candidatura di Daniele Bosone alle regionali. E le resistenze arrivano anche dal territorio. Ma saranno la segreteria provinciale (prevista per lunedì) e quella regionale (mercoledì) a decidere. Un dato, che arriva dalle tre assemblee di consultazione per le tre zone della provincia: un terzo con Bosone, due terzi contro. Il «contro» per motivi diversi. Quello della direzione regionale è legato non a Bosone in quanto tale. Bosone era stato anche il vice di Martina nel 2007. La forte perplessità - come emerge da indiscrezioni milanesi - è lasciare l'ente provincia dopo un anno di amministrazione. Interrompere a metà un lavoro o portare un senatore alle elezioni regionali? Questo il nodo da sciogliere. Il giorno della pubblicazione dell'intervista a Daniele Bosone, sulla Provincia Pavese, in cui il presidente della Provincia annunciava la sua candidatura una telefonata ha segnato il percorso tormentato del senatore. Maurizio Martina, 30 anni, segretario regionale del Pd, ha telefonato al segretario provinciale Alan Ferrari. «Così non mi piace, dobbiamo verificare le condizioni e soppesarle una ad una», avrebbe detto Martina. E queste parole Alan Ferrari le ha riferite anche nelle assemblee, con i dubbi e le perplessità da soppesare di fronte a un terzo dei sindaci della provincia che appoggia Bosone e quei due terzi che invece non considerano giusta la scelta. L'altro dato è che per Giuseppe Villani, consigliere uscente, si è raggiunta una condivisione piena. Da qui partono alcuni malcontenti nei confronti di Bosone. In sintesi: se il centro sinistra dovesse perdere le regionali passerebbe solo un candidato, ed è più probabile che tra i due questo sia Bosone. A quel punto Villani sarebbe escluso. C'è da dire che ad oggi la segreteria regionale preferirebbe non dover pronunciare il «no» a Bosone, considerando quindi opportuna una lista da vagliare con già altri nomi al suo interno. Sarebbe antipatico bocciare un presidente di Provincia (e senatore) da Milano, come lo sarebbe bocciarlo da Pavia. Il Pd pavese ha un «piano B» con un nome molto vicino a Bosone da ricercarsi all'interno dell'ente Provincia che potrebbe sostituirne la candidatura. Sarà deciso lunedì, con la consapevolezza della segreteria provinciale che serve qualcuno in grado di portare voti. Bosone, che al ballottaggio con Ruggero Invernizzi (era il maggio 2011) aveva preso 104.154 voti (86.510 al primo turno) è considerato dai suoi sostenitori un candidato utile al partito. Villani nel 2010 con 7309 voti aveva guadagnato il suo posto al Pirellone. Se la segreteria provinciale continuerà sulla strada dell'appoggio a Bosone porterà a Milano le sue ragioni: abbandonare un ente destinato a perdere peso per continuare il percorso in Regione. Dovranno convincere Maurizio Martina. @MariannaBruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA