Venti pavesi truffati per 160mila euro
di Linda Lucini wPAVIA Si sono rivolti ad un'agenzia che prometteva di ridurre i loro debiti con una contrattazione legale e si sono ritrovati ancora più nei guai perdendoci in tutto circa 160mila euro. Una ventina di pavesi hanno creduto all'offerta dell'agenzia e ora si ritrovano con i debiti da pagare e in più con nuove cambiali a cui far fronte. Al telefono della società non risponde più nessuno, la sede è stata smaltellata e l'agenzia è in via di fallimento: l'udienza è già stata fissata per il 24 aprile al Tribunale di Milano. A firmare le cambiali c'è chi ha comprato l'auto a rate ma ha perso il lavoro e non riesce più a pagare, c'è chi ha ottenuto un prestito personale da una finanziaria e non ce la fa a rimborsarlo, chi i soldi se li è fatti prestare dalla banca per pagare le bollette, per cercare di mandare avanti l'azienda in crisi, per saldare le tasse non pagate. Tutti si erano rivolti all'agenzia con un'unica preoccupazione: ridurre i debiti accumulati, ottenere dilazioni e rateizzazioni. Esattamente ciò che offriva «Agenzia debiti» che, come si legge nel sito ancora on line, sosteneva di poter avviare «procedure extragiudiziali e completamente legali per la riduzione del debito totale». Si parlava di rateizzazioni a cifre sostenibili e persino della cancellazione dei nominativi dalle liste dei «cattivi pagatori». A fornire il servizio sarebbe stato un team di professionisti, come specificato nei contratti che sono stati fatti firmare alla clientela. Anncunci su internet e banner su facebook attiravano chi era soffocato dai debiti. Un centralino, una sede in un prestigioso palazzo di via Cornaggia nel centro di Milano, una società di servizi regolarmente costituita. E poi a garantire il cliente c'era un contratto circostanziato da sottoscrivere con ben definite le situazioni nelle quali la società sarebbe intervenuta per poter alleggerire il cliente nei suoi debiti. La promessa era quella di cercare di ricontrattare i debiti con banche, finanziarie, Equitalia, riducendoli del 50/70% e magari di permettere ai debitori di pagare i nuovi importi a rate ragionevoli. In pratica chi si ritrovava nei guai per 15mila euro, poteva cavarsela con meno di 10mila e pagare con tutta calma. C'è chi era in rosso per poche migliaia di euro, ma anche chi aveva debiti per centomila. Per tutto ciò «Agenzia debiti» chiedeva un acconto immediato, in contanti, per le ricerche sulla posizione debitoria del cliente poi, una volta avviata la pratica, bonifici e cambiali per pagare l'assistenza della società nel lavoro di chiusura dei guai con i creditori. Così chi era soffocato dai debiti ha firmato contratto e un pacco di cambiali. Un imprenditore ha pagato 6mila euro, un ingegnere 9mila, un agente di commercio 20mila. «Quelle cambiali vanno bloccate – spiega Mario Spadini di Federconsumatori al quale si sono rivolti alcuni dei pavesi beffati – Ne va chiesto al più presto il sequestro per evitare che il curatore e le banche le mandino all'incasso. E poi bisogna inserire i malcapitati che hanno pagato senza aver ricevuto alcuna controprestazione,al passivo del fallimento. Noi siamo pronti a dare una mano a chi è in difficoltà e sconsigliamo chiunque di dare credito a chi promette si accollarsi o ridurre debiti altrui». Per i beffati ora c'è anche un altro problema: convinti del buon lavoro dell'agenzia, molti hanno sospeso i pagamenti delle rate dei loro debiti e ora si ritrovano con decreti ingiuntivi o debiti che sono ulteriormente lievitati.