L'ultimo saluto al venditore di auto

dall'inviato Adriano Agatti wTAVAZZANO Una bara semplice con una corona di fiori bianchi e gialli, dietro una mamma disperata consolata dall'altra figlia. E' la fotografia dei funerali di Domenico Siviglia, 44 anni,il venditore di auto che ha ucciso con sei colpi di pistola il presunto rivale in amore, l'odontotecnico Fabio Facchini che aveva 47 anni. Un omicidio-suicidio, quello di Miradolo, che ha destato enorme impressione non solo nel Pavese. Il funerale è stato celebrato, ieri mattina, sulla chiesa di Villavesca di Tavazzano in provincia di Lodi. Nel paese, che si trova a pochi chilometri da Melegnano, abita infatti la sorella Sonia e lui era domiciliato da lei nonostante avesse la residenza a Milano dove risiede la madre. Dietro al feretro pochi familiari (il padre era morto tanti anni fa) ma tanti colleghi di lavoro dell'Alfa Romeo di Melegnano che lo hanno seguito anche nell'ultimo viaggio. Ieri mattina nella chiesa della Beata Vergine Assunta di Villavesca non c'erano corone di fiori. Solo un centinaio di persone che non hanno dimenticato l'amico. Il feretro è arrivato puntuale ed è stato trasportato dentro la chiesa mentre il parroco del paese, don Gianfranco Pizzamiglio, stava ancora parlando in sacrestia con la mamma Agnese e con la sorella Sonia. Il sacerdote ha avuto parole di conforto soprattutto per la madre provata da un così grande dolore. Parole di conforto che ha ripetuto in chiesa, durante l'omelia, davanti ai fedeli. Il sacerdote ha scelto come metafora la morte di Gesù sulla croce e la sofferenza di Maria. «Anche la Madonna – ha spiegato il sacerdote – si è sicuramente posta tante domande quando ha visto il figlio morire in croce. Domande difficili ma con la sicurezza che la misericordia di Dio vince sempre ogni incertezza. Consiglio ad Agnese di non porsi tante domande «umane», domande che non avranno mai risposte sicure. Ma di affidarsi proprio alla Madonna capace di cancellare ogni sofferenza. Noi uomini non possiamo essere giudici di quello che è successo: solo Dio potrà dare un giudizio finale alla tragedia. Certamente non noi». Madre e sorella erano attorniate da altri parenti. Il loro è stato un dolore composto nonostante la duplice sofferenza che ha caratterizzato la tragedia di Miradolo. Il feretro è stato poi portato fuori la chiesa dove un altro sacerdote ha recitato alcune preghiere sul sagrato prima dell'ultimo viaggio ql cimitero del piccolo paese del Lodigiano.