«La pensione è sospesa» E a Vigevano è il caos

di Filiberto Mayda wVIGEVANO Per almeno seimila pensionati pavesi quella lettera dell'Inps deve essere stata un colpo al cuore. Al punto che a Vigevano, nella sede di un sindacato, c'è stato persino un malore. Perché in quella lettera, scritta come sempre in un "burocratese" non di facile comprensione, si spiegava che la pensione, meglio l'assegno minimo, veniva sospeso: «La informiamo - recitava - che non ci risulta ancora pervenuto il suo modello Red relativo ai redditi dell'anno 2010». Per cui, «l'Istituto ha disposto la sospensione delle prestazioni legate al reddito da lei percepite, che verrà resa operativa nel corso dell'anno 2013». Da gelare il sangue. E così, a Vigevano, dove pare che siano arrivate le prime centinaia di lettere, la preoccupazione si è diffusa: assalto agli uffici dell'Inps, ai sindacati, ai patronati e naturalmente alle Poste, dove però nessuno poteva dare spiegazioni, visto che a decidere questa procedura era stata l'Inps nazionale. L'obbligo di presentare il modello reddituale Red riguarda solo quei pensionati che godono di alcune prestazioni aggiuntive, ad esempio l'integrazione al trattamento minimo, le maggiorazioni sociali, la quattordicesima. Cifre intorno ai 400-500 euro, pare poca cosa, ma è il reddito mensile, spesso l'unico, di questi pensionati. Quindi la corsa dai sindacati, mai stati così affollati tanto che mercoledì è stato necessario l'intervento di un'ambulanza perché una signora ha accusato un mancamento. «La raccomandata dell'Inps – spiega Niccolò Piccolomo, capo della Lega Vigevano Centro Spi Cgil - è un'ulteriore preoccupazione per persone anziane che già mesi fa avevano ricevuto una comunicazione simile con trattenute sulla pensione per indebiti di anni precedenti. Gli uffici della Camera del Lavoro sono stati letteralmente presi d'assalto dalle persone, allarmate da quella lettera. C'è molta confusione e ci sono stati anche diversi litigi generati dalla tensione sempre più alta. Perché tutto questo accanimento nei confronti dei pensionati?». Ci sono comunque 60 giorni di tempo per inviare all'Insp il Red 2010 e mettere quindi al sicuro, se così si può dire, la propria pensione. «Il malcontento dilaga – conclude Piccolomo - e le prospettive future non sono rassicuranti. I nostri uffici, che sono in via Bellini 26 fanno del loro meglio e si mettono a disposizione tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.30, di chi ha ricevuto quel sollecito, come è stato sempre fatto. Cerchiamo anche di tranquillizzare le persone che ci appaiono stanche, demotivate e che si considerano solo vittime indifese di una società che non li considera e tantomeno li tutela». (ha coll. Selvaggia Bovani)