Altri cinque anni di cella al nonno degli spacciatori
di Carlo E. Gariboldi wVOGHERA Brutta batosta per il nonno degli spacciatori dell'Oltrepo. Il giudice di Voghera ha condannato a cinque anni di carcere Pietro Tonzini, 65 anni, di Zavattarello, una lunga carriera come coltivatore diretto del fondo, prima, e di marijuana, poi. Spesso pizzicato dai carabinieri e pluricondannato. Dopo la terza sentenza sfavorevole in pochi anni, per Tonzini si prospetta un pensionamento difficile, tra le mura del carcere di via Prati Nuovi. Il pubblico ministero Giovanni Benelli lo ha fatto condannare al termine di un processo con rito abbreviato durante il quale ha presentato gli esiti dell'irruzione dei militari nell'abitazione di Tonzini nel luglio scorso, quando era agli arresti domiciliari. Tonzini sarebbe stato complice di un altro coltivatore di marijuana, Gianmarco Mori, un incensurato colto dai carabinieri mentre irrigava 83 piante di cannabis, cresciute all'interno di un bosco sulle montagne di Romagnese. Mori, però, era più giovane ed (era) incensurato, così ha patteggiato la pena e ha evitato il peggio. Il pm Benelli, nel descrivere la condotta di Tonzini, ha sottolineato il grande quantitativo di droga che gli è stata trovata: 3 piantine ancora in coltivazione (sotto la calda mansarda), altre 66 essiccate (più di 800 grammi di prodotto), mezzo chilo di semi e foglie, qualche sigaretta di cannabis già confezionata e pronta per lo spaccio. Ma l'aspetto che ha aggravato la posizione di Tonzini è il fatto che vendesse a ragazzini mentre era agli arresti domiciliari. Per questo il reato, già grave, di spaccio, ha subìto un inasprimento della condanna. A nulla, o a poco, sono valse le considerazioni dell'avvocato difensore Pietro Folchi Pistolesi che ha sottolineato come il principio attivo contenuto nei semi sequestrati fosse assai modesto. Le osservazioni del legale hanno probabilmente indotto il giudice a diminuire la richiesta della pubblica accusa - che era di sei anni e mezzo - fino ai cinque anni. Tonzini nel 2011 aveva patteggiato 3 anni e sei mesi. Era di ritorno dagli Stati Uniti e, dopo aver lavorato in agricoltura, aveva intrapreso questa sua attività remunerativa, ma pericolosa, della produzione della marijuana. La normativa sulla droga chiude un occhio solo in caso di produzione per consumo personale. I quantitativi prodotti da Tonzini, però, erano veramente eccessivi e non proponibili per un uso domestico. Per questo è in carcere dal giorno dell'arresto, nel luglio dello scorso anno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA