Vidigulfo, ricorso al Tar blocca nuovo depuratore

VIDIGULFO Un ricorso al Tar blocca il depuratore che Pavia Acque vuole costruire a Vidigulfo, uno degli ultimi paesi della provincia rimasto senza impianto di depurazione per il collettamento degli scarichi fognari. Un intervento che prevede un investimento di circa 2milioni e 800mila euro e di cui è già stato realizzato il progetto preliminare. I lavori potrebbero partire la prossima estate, spiegano dal Comune, mentre in primavera si darà il via al rifacimento della rete fognaria, quasi un milione e 400mila euro il costo che dovrà sostenere Pavia Acque per quest'altra opera essenziale per il territorio, prevista nella zona sud del paese. «La fognatura non è più adeguata alle esigenze della popolazione – spiega l'assessore all'urbanistica Ivano Magni -. Adesso ci sono le risorse per effettuare lavori necessari, come è fondamentale provvedere alla costruzione del depuratore». Ma sull'impianto pende il ricorso presentato dai proprietari della cascina Bichignana, distante solo un centinaio di metri dalla zona individuata per il depuratore, e dei terreni, coltivati, che verrebbero espropriati. Una cascina storica immersa in un'area da "salvaguardare", si legge nel Pgt che l'amministrazione aveva deciso di sottoporre a variante proprio per consentire la realizzazione dell'impianto. Procedimento che il Comune non ha sottoposto a Vas, come prevede la legge, secondo il legale della famiglia Pozzi, l'avvocato Corrado Robecchi Majnardi che nel ricorso evidenzia la necessità di «tutelare il paesaggio storico che circonda la cascina». Senza dimenticare che un depuratore e quindi le «emissioni maleodoranti e il rumore» finirebbero per incidere sensibilmente sul valore commerciale della struttura e degli altri insediamenti vicini. Ma nella documentazione presentata al Tar vengono anche individuate le aree che potrebbero costituire «soluzioni alternative meno impattanti dal punto di vista storico e ambientale». «Basterebbe spostarsi qualche centinaia di metri più a sud, oltre alla rotatoria e alle spalle del campo nomadi – scrive l'avvocato Majnardi – terreni comunque vicini alla roggia dove verrebbero scaricate le acque in uscita dal depuratore». Ora la palla passa ai legali del Comune che dovranno replicare punto per punto al ricorso presentato contro Vidigulfo e nei confronti di Pavia Acque e della Provincia. «Il progetto è stato realizzato da Pavia Acque – spiega l'assessore Magni – ed è stato individuato il luogo più idoneo dove costruire l'impianto, alla fine di via IV Novembre. Speriamo che la situazione si sblocchi rapidamente, vista la necessità di iniziare i lavori. Intanto partirà il rifacimento della rete fognaria, fatta eccezione per le frazioni». Stefania Prato