Il vescovo: «No all'acquisto degli F-35»
di Linda Lucini wPAVIA «Scelta incomprensibile». Così il vescovo Giovanni Giudici giudica la conferma da parte del governo della fornitura degli aerei caccia F-35. E il vescovo, presidente di Pax Cristi, l'ha precisato a un incontro sulla sicurezza sociale organizzato da Fondazione Unipolis. Monsignor Giudici a motivare le sue critiche è la spesa di c14 miliardi di euro per acquistarli o il fatto che il governo si doti di armamenti così offensivi? «E' una spesa forte e importante che potrebbe essere impegnata in maniera diversa, ma l'idea di fondo è creare un esercito bellicoso che in Italia non è possibile per ragioni storiche e giuridiche. Ricordo che la Costituzione dice che l'Italia è contro la guerra e quegli aerei sono da bombardamento». Eppure in Parlamento a votare l'acquisto degli F-35 sono stati in parecchi, così come pochi si sono opposti all'acquisto di due sommergibili da 2 miliardi di euro... «Se non ricordo male solo in 25 hanno votato contro, i nostri deputati sappiano però che l'opinione pubblica in merito si fa delle domande». A suo giudizio si dovrebbe puntare l'attenzione dell'agenda politica sullo sviluppo di azioni di pace nei paesi in difficoltà? «Sì ed è da riconvertire la nostra economia di guerra». Ai tempi del conflitto in Iraq le città erano piene di bandiere arcobaleno alle finestre. Perchè i temi della pace sono scemati nelle coscienze? «Le condizioni delle guerre sono così frammentate e le situazioni così complesse che diventa difficile prendere posizione». Paiono non colpire neppure le centinaia di morti quasi quotidiane in Siria... «Sulla vicenda la gente ha informazioni contradditorie. Si parla di estremisti, di difesa dell'ordine, di potenze straniere che vogliono lucrare. Ai tempi dell'Iraq la tematica era più semplice. C'erano aggressori e aggrediti. Confermo che il pacifismo di allora è tramontato, ma la complessità delle tematiche, la mancanza di un'informazione completa e le molte contraddizioni non rendono facile il compito di riflettere sulle guerre». Pax Cristi invece ne continua a discutere? «Il 26 gennaio faremo a roma un incontro sull'obiezione di coscienza. Tema tramontato da quando è stato abolito il servizio militare obbligatorio. Ma io credo che questo argomento e soprattutto l'obiezione alla violenza sia ancora un tema forte».