«Pronte le regole antimafia»

PAVIA Regole certe per garantire gli appalti pubblici da qualsiasi infiltrazione della malavita organizzata, e un protocollo anti-usura. Sono i due provvedimenti portati a compimento dalla commissione antimafia, presieduta dal consigliere dell'Udc Franco Martini. Ma la documentazione, dallo scorso mese di giugno, è ferma. All'esame della prefettura, per la precisione. «Il problema – spiega Martini – è che già esisteva un protocollo anti-usura. Nel 1999, quando rivestivo il ruolo di vice presidente nella giunta provinciale guidata da Silvio Beretta, avevo stanziato un fondo da 50mila euro destinato proprio alle vittime dell'usura. Erano soldi da erogare insieme a quelli stanziati a livello ministeriale. Ora, dunque, si tratta di evitare un doppione. Per questo stiamo attendendo che la prefettura si pronunci». La commissione antimafia venne istituita nel 2010, dopo che Pavia era stata scossa dagli arresti disposti dalla Direzione distrettuale antimafia sull'ipotesi di infiltrazioni della 'ndrangheta. Da allora, si è riunita molte volte, ma i suoi componenti sono sempre stati vincolati al riserbo sulle attività dell'organismo. I verbali della commissione, ad esempio, non sono mai stati pubblicati sul sito internet del Comune. Ma in questi mesi, i consiglieri comunali che ne fanno parte hanno approntato una serie di regole che dovrebbero consentire al Comune di tenere lontane le imprese in odore di mafia dagli appalti pubblici. Impresa non sempre facile, considerato che sovente i boss agiscono attraverso prestanome. «Quando la prefettura avrà completato il suo esame – conclude Martini – porteremo il regolamento in Consiglio». (f.m.)