Napolitano non nominerà altri senatori a vita

ROMA Non ci saranno altri senatori a vita targati Napolitano. Con l'investitura di Mario Monti del novembre 2011 il capo dello Stato chiuderà il settennato con un sobrio bilancio di nomine senatoriali: una sola, proprio quella del Professore, contro - ad esempio - la cinquina realizzata da Francesco Cossiga o da Sandro Pertini. Quasi un record nella storia della Repubblica: solo il settennato di Oscar Luigi Scalfaro non vide "new entry" presidenziali. «Ci sono due seggi vacanti e io - ha spiegato oggi in un colloquio con la Stampa - sono un convinto sostenitore di questo istituto. Ma in questa fase, a così breve distanza dalla conclusione del mio mandato, non intendo utilizzare questa facoltà». Anche perché, ha aggiunto, «penso di non poter esercitare con la dovuta ponderazione e serenità questa prerogativa a così breve distanza dalla fine del settennato». Con queste parole Napolitano ha così spento chiacchiericci e respinto pressioni sul suo ufficio affinchè conferisse l'ambito seggio a questo o quel personaggio. Tutte «persone degnissime», ha osservato ascoltando la rosa dei papabili elencata dal quotidiano torinese. Ma il capo dello Stato aveva già da tempo scartato l'ipotesi di far lievitare ulteriormente il numero dei senatori a vita. Al di là del fatto che il Porcellum - con la sua strutturale difficoltà di realizzare maggioranze chiare al Senato - ha spesso reso determinante il voto di un pugno di senatori non eletti, Napolitano aveva già raggiunto la convinzione che fosse meglio non usare ancora quella che è una sua «facolta» e non un «dovere».