Ferrera, il campo non c'è

FERRERA Una squadra nata quattro anni fa per riunire i ragazzi del paese che volevano giocare a calcio: è il Real Ferrera, che partecipa al campionato di serie B del Csi di Vigevano. Una squadra di Ferrera che però per questa stagione è dovuta emigrare dal paese in riva al torrente Erbognone. Infatti i rossoblu (stessi colori della squadra Figc del paese che partecipa al campionato di Promozione) giocano i match interni nel vicino campo di Scaldasole. «Andiamo lì perché al centro sportivo di Ferrera i lavori di sistemazione del campo secondario si sono protratti - sottolinea l'allenatore Francesco Collarini, 26enne fresco di laurea, e che allena in tandem con Giuseppe Vitale - quindi ad inizio stagione abbiamo stretto un accordo con lo Scaldasole ed il Comune per usare il campo del paese: staremo lì fino a fine campionato, poi per il prossimo anno speriamo di tornare a Ferrera». Nel centro sportivo di strada Corradina infatti è pronto solo il campo principale, ma le esigenze d'orario della squadra amatoriale, che si allena al mercoledì sera e gioca i match interni al sabato pomeriggio, non combaciano con quelle della squadra Figc di Promozione. Così la dirigenza del Real ha pensato di emigrare, almeno temporaneamente. In campionato il Real ha 11 punti e si trova a metà classifica. La zona promozione, che riguarda le prime due della classe, dista 10 punti. «Siamo una buona squadra - dice Collarini - con tanti giovani ed alcuni giocatori più esperti. Però in estate sono arrivati dieci giocatori nuovi e nel girone d'andata abbiamo fatto fatica a trovare la quadratura. Al ritorno vogliamo fare meglio, l'obiettivo è migliorare il nostro risultato più pretigioso: il quinto posto di due stagioni fa. In ogni caso giochiamo per divertirci perché siamo amici prima che una squadra, al mercoledì, dopo l'allenamento, mangiamo sempre insieme». A guidare la società c'è il presidente Gianluca Milanesi, il suo vice è Rodolfo Campanini, mentre i dirigenti sono Massimo Nebbia, Andrea Della Torre e Mirko Busi. Sandro Barberis