Megamarket, no della Soprintendenza

BORGARELLO La nuova viabilità legata al centro commerciale non ha ottenuto l'ok della Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici. La bocciatura riguarda solo il tratto che costeggia le mura del monumento della Certosa che potrebbero venire seriamente danneggiate, dicono dall'ente, da un aumento del traffico . In una lettera inviata in Provincia la Soprintendenza chiede alla società Progetto commerciale di spostare questa parte del tracciato. Ma per Italia Nostra la nuova viabilità andrebbe ad interessare un'ampia fetta di territorio soggetto a vincoli paesistici. "Mi meraviglia il silenzio della Soprintendenza su un intervento che compromette territori protetti – afferma Franco Maurici, legale dell'associazione -. Non vanno dimenticate le fasce fluviali interessate al progetto viabilistico, né i tre ponti inseriti nella progettazione e neppure la strada che entra in pieno Parco del Ticino. La Soprintendenza invece avrebbe dovuto pronunciarsi su un insediamento che avrà effetti devastanti sul territorio del Parco Visconteo e sul monumento cistercense". Insomma Italia Nostra ribadisce che il centro commerciale è assolutamente incompatibile con la Certosa. "O uno o l'altro", afferma deciso Maurici che scriverà al ministro dei Beni culturali per sottoporgli un problema "che va risolto". Poi il legale punta il dito contro una progettazione viabilistica che risulta "monca e superficiale". A partire dalle strutture sul Naviglio e sul Navigliaccio che "dal punto di vista della fattibilità risultano improbabili". "Nel progetto i ponti sono disegnati con semplici trattini, senza descrivere il tipo di struttura che si vuole realizzare, visto che non sono più ammissibili ponti a raso – sottolinea l'avvocato – e neppure viene definito il costo". Poi c'è l'Expo. Italia Nostra e l'associazione Amici di Progetto civico ricordano che si finirebbe per aprire cantieri proprio in quel periodo, con ripercussioni negative sul turismo legato alla Certosa. "Appare strano che questo aspetto non sia stato recepito dal sindaco di Certosa che peraltro non si è neppure accorto che la viabilità non riguardava solo il suo paese", afferma Fabrizio Borsa, presidente dell'associazione costituita da cittadini di Borgarello contrari all'insediamento commerciale e ad una viabilità che stravolgerebbe il territorio. "Abbiamo presentato in Provincia una serie di osservazioni al progetto che pensiamo contenga molte lacune – fa sapere Borsa -. L'intervento nel suo complesso comporterà il consumo di circa 400mila mq di terreno, sottratto ad agricoltura e ambiente, ignorando che si tratta di un territorio estremamente ricco dal punto di vista architettonico e paesaggistico". Stefania Prato