San Matteo, letti pieni patto con la casa di riposo

di Maria Grazia Piccaluga w PAVIA Quindici anni fa i pazienti con più di 70 anni ricoverati nella clinica di Malattie infettive del San Matteo erano il 15%. Oggi sono il 45%. E i letti non bastano mai. Il turn over è lento perché un malato anziano ha tempi di recupero più lunghi. Ma anche l'ospedale ha le sue esigenze: liberare i letti per accogliere nuovi pazienti. Il flusso continuo verso il reparto è alimentato soprattutto dagli accessi al pronto soccorso: il 50% degli anziani che arrivano in ospedale passa da lì e proviene dalle case di riposo. In media una trentina di potenziali pazienti al giorno, secondo una stima fatta dall'ospedale. «Ci siamo posti il problema di come gestire questo flusso – spiega il direttore del dipartimento di Malattie Infettive Gaetano Filice –. Anche perchè le proiezioni Istat ci obbligano a una riflessione seria: nel 2020 in Italia il 24% della popolazione avrà superato i 65 anni. E in provincia di Pavia la percentuale sarà anche più alta». Come venire incontro al bisogno degli anziani di non essere dimessi troppo rapidamente, correndo il rischio di una ricaduta, e a quello della sanità di ridurre i costi di degenza? Direzione del dipartimento e direzione sanitaria, con la consulenza del servizio Controllo Gestione e la consulenza dell'Asl hanno messo a punto un progetto sperimentale di ricovero integrato ospedale-rsa. Una casa di riposo con caratteristiche particolari in grado di accogliere il paziente ormai stabilizzato offrendogli la possibilità di un ricovero più lungo per ristabilirsi. Il San Matteo ha stipulato una convenzione con la residenza sanitaria assistenziale San Francesco di Pinarolo Po che mette a disposizione 5 posti letto "protetti" dei suoi 120. Si parte a febbraio. «In provincia di Pavia ci sono circa 4.400 posti letto nelle rsa – analizza il professor Filice – Abbiamo incrociato i dati della letteratura internazionale e il nostro monitoraggio su una quindicina di strutture pavesi per verificare l'incidenza delle infezioni, polmonari, alle vie urinarie, alla pelle. Le più comuni tra gli anziani. In una giornata tipo di gennaio e in una di giugno l'8% degli ospiti presentava sintomi. Che significa circa 320 persone complessivamente». Di queste in genere il 10% necessita di un ricovero». Basta fare due conti per accorgersi che ogni giorno 30 anziani potrebbero essere accompagnati dalle rsa al pronto soccorso dell'ospedale. E altri 10 arrivano dalla propria abitazione. Troppi 40 ricoveri al giorno . Saturano il reparto. «Il progetto prevede di operare per intensità di cura – dice Filice – Quindi la clinica offre alta intensità di cura ma poi non può trattenere il paziente come se fosse una lunga degenza. Quindi interveniamo con la terapia, lo stabilizziamo e dopo circa una settimana, se ci sono le condizioni favorevoli, lo inviamo a Pinarolo dove invece potrà ricevere un'assistenza socio-sanitaria intensiva per un periodo variabile tra i 15 e i 65 giorni. E potrà recuperare meglio prima di essere riammesso nella rsa di provenienza o nella propria abitazione». Il paziente non paga nulla. La Regione emette voucher di 70 euro al giorno. «Noi restiamo in contatto costante per via telematica con la rsa – spiega l'infettivologo –. Il sistema è già stato approntato. E uno specializzando sarà presente nella residenza.