Progetto Biogas, un altro rinvio
STRADELLA Ancora un nulla di fatto. La Conferenza dei servizi sul progetto di impianto a biogas da realizzare nel Comune di Stradella, svoltasi ieri mattina, si è conclusa con un ennesimo rinvio a venerdì 8 febbraio. Il Presidente della Conferenza, Walter Gaulio, non ha ritenuto di chiudere la seduta con parere negativo, come richiesto dal Comune di Stradella, ma ha deciso di posticipare la decisione. «Per la seconda volta - spiega il Vicesindaco di Stradella, Piergiorgio Maggi - abbiamo chiesto la chiusura con parere negativo della Conferenza perchè ancora una volta la società Scor2 non ha prodotto la documentazione che avevamo richiesto». Durante la seduta si è discusso della risposta della Regione riguardo alla possibilità o meno di installare impianti nell'area C del PAI, zona dove si troverebbe il terreno, della questione viabilità e inquinamento acustico. «La Regione - spiega Maggi - ha risposto che in attesa delle linee guida ufficiali, è possibile costruire anche in quella zona. Un funzionario della Provincia, però ha rilevato come l'area potrebbe essere soggetta ad esondazioni del Po e quindi ha chiesto alla società uno studio suppletivo idrogeologico da valutare». Dal punto di vista viabilistico il Comune ha ritenuto non risolta la questione della pericolosità dell'innesto che porterebbe all'impianto con il passaggio degli automezzi verso l'insediamento Laika: la società si è impegnata a presentare un progetto ad hoc, prevedendo una rotatoria per rendere meno pericoloso l'incrocio. «Abbiamo infine – spiega ancora il Vicesindaco – contestato il parere favorevole già espresso da ARPA, facendo nostri alcuni rilievi proposti dal WWF, e abbiamo chiesto un nuovo studio dei limiti di rumorosità non solo nell'area dell'impianto, ma in tutta l'area industriale, ritenendo che l'insediamento andrebbe a compromettere un equilibrio già molto precario». Nella prossima seduta, che dovrebbe essere quella definitiva, se la società produrrà tutta la documentazione promessa, la Provincia, a cui la legge pone in capo l'autorizzazione definitiva, dovrà dire il suo "sì"o "no" al tanto contestato impianto. (o.m.)