Ambulanze ferme, 118 nel caos

ROMA I tagli posti letto ospedalieri, ma anche il super afflusso ai pronto soccorso che si sta determinando in questi giorni a causa del crescente numero di casi di influenza stagionale e le dimissioni rallentate nel periodo di festa appena trascorso. È stato un insieme di fattori, strutturali e contingenti, quello che ha portato ieri alla situazione di emergenza a Roma dove le ambulanze sono rimaste bloccate per oltre dodici ore nei pronto soccorso a causa della mancanza di posti letto nei nosocomi. I pazienti non potevano scendere dalla lettiga perchè non c'erano letti. Un'emergenza, avverte il presidente della Società italiana di medicina di emergenza e urgenza (Simeu), Giorgio Carbone, che «sta interessando anche altre città». La situazione a Roma ieri è però precipitata. Il servizio 118 è stato in grave difficoltà operativa riuscendo a garantire solo il servizio per interventi urgentissimi, come i codici «rosso». Dalla serata di martedì e fino a ieri pomeriggio la disponibilità di ambulanze si è quasi a ridotta a zero, nonostante la media di 3mila chiamate al giorno per 1.500 interventi. Sono state ore di tensione. Il direttore del 118 di Roma Capitale, Livio De Angelis ha lanciato l'allarme scrivendo una lettera al sindaco, al prefetto, al questore di Roma e alla Regione Lazio. Le ambulanze sono state «liberate» solo dopo un incontro tra i vertici del 118 e il presidente dimissionario Renata Polverini. Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha chiesto una relazione urgentissima alla Regione Lazio sulla situazione del 118 nella Capitale.