Alcoa, operai si barricano nella miniera
CARBONIA Nuova clamorosa protesta dei lavoratori delle imprese d'appalto dello stabilimento Alcoa di Portovesme che occupano la torre in ferro della grande miniera di Serbariu, a Carbonia. Due dei manifestanti che da tre giorni si trovano dentro i locali si sono calati in un pozzo profondo quattro metri e si sono barricati dentro, usando assi di legno, all'interno di una nicchia ricavata sottoterra. Altri quattro colleghi, invece, sono saliti nel punto più alto della torre del pozzo dove hanno sistemato le bandiere del sindacato. «Non ci muoveremo finché non avremo ricevuto rassicurazioni» hanno fatto sapere. «I lavoratori degli appalti - ha spiegato Manolo Mureddu, delegato della Rsu-Cisl appalti - chiedono la convocazione di una riunione per la stipula dell'accordo quadro sugli ammortizzatori sociali». Il blitz è l'ultimo di una serie di proteste avviate dai lavoratori degli appalti di Portovesme. Martedì un operaio ha minacciato di lanciarsi dalla piattaforma a venti metri d'altezza, ma ha desistito dopo l'intervento di colleghi e vigili del fuoco. «È il segno di quanto sia grave la situazione - ha detto Mureddu - siamo molto preoccupati per il nostro futuro e quello delle nostre famiglie». Solidarietà agli operai che hanno deciso la nuova forma di protesta è arrivata dai rappresentanti della Fiom e della Uilm. Ai piedi del castello di ferro, dove ancora restano in occupazione altri due lavoratori, è arrivato ieri anche il sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti, che ha chiesto l'intervento del governo e della Regione per affrontare la questione degli ammortizzatori sociali. L'esame della vertenza Alcoa sarà oggetto di un nuovo incontro, convocato dal presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, per venerdì. L'incontro dovrebbe precedere un'altra riunione in programma al ministero del Lavoro per la prossima settimana.