Scommesse, chiusa l'indagine di Bari

BARI 360.000 euro per perdere quattro partite tra il 2008 e il 2011, altre due perse dopo le violenze subite da tre ultrà del Bari che volevano fare soldi con le scommesse. È desolante il ritratto che si ricava dalle contestazioni di frode sportiva che la procura di Bari muove a 33 indagati - tra cui 27 calciatori, quasi tutti ex del Bari - che hanno ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini. Tra i calciatori l'ex portiere del Bari Jean Francois Gillet, ora al Torino, e l'attuale capitano biancorosso Francesco Caputo. Chiesta l'archiviazione per l'ex difensore del Bari Andrea Ranocchia, ora all'Inter, non è mutata la posizione di Antonio Conte, all'epoca allenatore del Bari, ora alla Juve, che è sempre stato un testimone. Le partite che sarebbero state vendute dai biancorossi sono due di A (per 140mila euro complessivi): Palermo-Bari (2-1) del 7 maggio 2011 e Bari-Sampdoria (0-1) del 23 aprile 2011; e due (per 220mila euro) di B: Bari-Treviso (0-1) del 10 maggio 2008, e Salernitana-Bari (3-2) del 23 maggio 2009. In particolare, per far vincere il match al Palermo i biancorossi Alessandro Parisi, Marco Rossi e Simone Bentivoglio accettarono 90mila euro, 30mila euro ciascuno, dallo zingaro Hristian Ilievski e da altre persone rimaste ignote grazie alla mediazione dell'ex biancorosso Andrea Masiello (che ha patteggiato 22 mesi di reclusione) e del tuttofare del Bari Angelo Iacovelli. I patti prevedevano la vittoria del Palermo con più di tre goal. La combine di Bari-Sampdoria fu pianificata dopo che il calciatore della Samp Stefano Guberti offrì circa 50mila euro ad Andrea Masiello e «agli altri calciatori del Bari partecipanti all'incontro, al fine di far vincere la Samp. Furono assai più poveri, perchè non superarono i 7.000 euro, i cachet dei biancorossi per perdere le due partite di serie B.