Così "Il Bel San Michele" vuole valorizzare la basilica
PAVIA L'Associazione "Il Bel San Michele" Onlus è nata il 29 novembre 2011 per iniziativa di un gruppo di cittadini pavesi che intendono valorizzare la basilica romanica di San Michele. Nell'atto costitutivo è chiaramente delineata la natura dell'Associazione, che ha sede in piazzetta Azzani 1 a Pavia e si propone di svolgere attività di tutela, promozione e valorizzazione religiosa e spirituale, artistica, architettonica e storica del complesso. L'Associazione è aconfessionale, apartitica, apolitica, aperta ed autonoma. Oltre ad affiancare la parrocchia di San Michele e la Diocesi di Pavia nella valorizzazione e nel sostentamento del complesso del San Michele, attraverso anche una raccolta di fondi sempre volti al recupero, restauro e valorizzazione del complesso, intende promuovere attività di studio e di ricerca. Proprio oggi l'Associazione organizza, dalle 17.30 alle 19, nella basilica il convegno intitolato "Sulla via dei restauri: la policromia dei bassorilievi lapidei in San Michele". Il programma del convegno prevede il saluto del Parroco di San Michele Maggiore, don Lunati, la presentazione del gruppo di lavoro, a cura di Alessandro Cini, gli interventi "Inquadramento sui cantieri medievali, organizzazione dei cantieri e caratteristiche delle policromie medievali" (L. C. Schiavi, Università di Pavia), "La diagnostica microinvasiva per la caratterizzazione delle tracce di policromia in un bassorilievo lapideo (R. Avagliano,V. Guidetti e M. P. Riccardi, Università di Pavia) e "Il restauro del bassorilievo: cenni sulla tecnologia laser e sui lavori eseguiti (I. Tombini, restauratore). Seguirà il dibattito. Ingresso libero. L'Associazione si finanzia con le quote associative, con il ricavato dall'organizzazione di manifestazioni e da ogni altra entrata che concorra ad incrementare l'attivo sociale. «Stiamo lavorando in diverse direzioni – spiega il presidente Vittorio Vaccari – abbiamo avviato un rapporto di collaborazione con due dipartimenti del Politecnico di Milano e di tre dell'Università di Pavia per cercare di andare alla scoperta di tutti gli aspetti della basilica, di cui si sanno molte cose, ma di altre meno. Per cui si lavora sull'aspetto archeologico, sismico e strutturale. Col Comune di Pavia abbiamo avviato le procedure perché la basilica diventi Patrimonio dell'Unesco. Col Touring Club Italiano abbiamo avviato un corso per operatori del San Michele. L'obiettivo è culturale e di accoglienza, in modo da tenere aperta la basilica per tutto l'anno. Con la Cariplo abbiamo avviato il Sistema San Michele. Importante è che San Michele esca dal contesto locale e nazionale, perché diventi internazionale, unico modo per poter sopravvivere. Abbiamo chiesto la possibilità di accedere alla documentazione per poter far si che uno sponsor privato intervenga a sostenere i costi della basilica. Infine i pavesi devono riappropriarsi del San Michele». (m. sco.)