Liste di centro ancora lontane
di Nicola Corda wROMA «Siamo un po' in ritardo perché tra noi c'è qualche inesperto». Casini due giorni fa spiegava perché la lista unitaria di Monti arranca. Una risposta per respingere i sospetti di dissidi, che rivelava però un problema oggettivo che non è senza conseguenze perché dopo la chiusura degli elenchi devono essere raccolte le firme. Lo staff del premier poi negli ultimi giorni ha perso la sfida con il Pd sui candidati in bilico tra le due formazioni: è il caso del numero due della Cisl Giorgio Santini o della squadra dei cattolici di peso che Bersani è stato più veloce a reclutare in lista. La risposta di candidare Gabriele Albertini anche in Senato (oltre che alla guida della Regione) come capolista in Lombardia, dà la misura della 'competition' ingaggiata dal premier che tuttavia ha dovuto rinunciare agli esclusi del Pd Ceccanti e Vassallo che hanno declinato l'offerta. Gli indipendenti saranno schierati quasi interamente con la lista civica mentre Udc e Fli sembrano aver accettato la parte dei partiti tradizionali, candidando dunque politici doc che ancora in queste ore sono sotto la lente d'ingrandimento di Enrico Bondi, nominato da Monti 'advisor' per le liste. "Nessuna quota" ha detto sdegnato Casini ma se Fli ha annunciato da sola le sue pedine dentro la lista unitaria del Senato, dichiarando chiusa la trattativa, è abbastanza chiaro che la divisione c'è stata. I cinque senatori incassati da Fini (che invece guiderà la lista di partito in tutte le circoscrizioni della Camera) sono Benedetto Della Vedova in Lombardia, Giulia Bongiorno nel Lazio, Giuseppe Consolo in Campania, Alessandro Ruben in Puglia e Mario Baldassarri in Sicilia. Facendo un calcolo sugli ultimi sondaggi, i montiani che dovrebbero approdare a Palazzo Madama saranno circa quaranta e dunque agli uomini di Casini, che sarà capolista in più circoscrizioni, dovrebbero essere riservati almeno una decina di seggi sicuri. L'Udc però sta spingendo nelle ultime ore per ottenere qualcosa in più nelle regioni del mezzogiorno dove è fortissima la concorrenza al centro con la corazzata "Grande Sud" allestita dopo l'accordo tra Berlusconi e Miccichè. I senatori fedelissimi di Monti dovrebbero essere 25 o poco meno. Alla Camera è forte la pattuglia dei montezemoliani di Italia futura che si contendono i posti buoni con l'ala cattolica che fa capo ad Andrea Olivero e Andrea Riccardi. Il Professore intanto snocciola altri nomi dal bacino della società civile. Gli ultimi acquisti sono la virologa e veterinaria, Ilaria Capua che il premier definisce «tra gli scienziati più qualificati tra i 50 top nel mondo» e la cantante Annalisa Minetti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA