«Un dipendente modello, siamo tutti sotto choc»
MELEGNANO (Mi) «Un dipendente impeccabile. Ma ovviamente posso parlare solo del suo comportamento sul lavoro. Della sua vita non posso dire nulla». Dino Massironi, titolare della Castelli Auto di Melegnano, dove lavorava Domenico Siviglia, e della concessionaria di viale Campari a Pavia, non nasconde il suo sconcerto. E la sua incredulità. «Siamo tutti sotto choc», aggiunge. Poca voglia di parlare anche tra i colleghi di Melegnano, ieri al lavoro con facce scure e attonite di fronte alla tragedia. «Abbiamo saputo subito e non sapevamo nemmeno se aprire o tenere chiusa la concessionaria – dice il collega che lavorava al fianco di Domenico Siviglia, nella scrivania rimasta vuota –. Era un ragazzo solare. No, non c'è mai stato nessun indizio che potesse far pensare che Domenico fosse preoccupato per qualcosa, di certo se anche avesse avuto qualche problema non ne parlava al lavoro con i colleghi». Siviglia, che viveva con i parenti a Milano, in zona Stadio, lavorava alla concessionaria di Melegnano da 8 anni. Lunedì pomeriggio, però, non si è presentato al lavoro. Un'assenza che troverebbe riscontro nella versione secondo cui Siviglia ha trascorso quasi tutta la giornata a Miradolo Terme. Ha accompagnato la fidanzata nello studio di via Garibaldi e poi ha aspettato che arrivasse sera. Forse - ma è solo un'ipotesi - aveva già con sé le due pistole detenute regolarmente, la Colt e la 7,65, che avrebbe usato alle 20,30 contro il suo presunto rivale in amore. Forse l'uccisione di Fabio Facchini e poi il proprio suicidio erano stati pianificati. Una follia dunque lucida e, secondo il racconto della fidanzata e degli stessi colleghi di lavoro, maturata in un contesto di apparente normalità. «No, nessuna avvisaglia – insistono ancora i colleghi –. Non c'era niente che potesse spingerci a pensare che il collega stesse attraversando un momento di difficoltà». I parenti dell'uomo, tuttavia, avrebbero parlato di un periodo di depressione, in passato. Un periodo che, a quanto pare, era stato superato. Fino a che la disperazione è di nuovo tornata a galla. (m. fio.)