In 8 mesi già cinque morti in paese
MIRADOLO TERME Quinto fatto tragico in otto mesi. Paese sotto choc dopo l'ennesima tragedia. Si è risvegliato frastornato il centro termale pavese dopo che l'altra sera è stato teatro del gravissimo fatto di sangue. L'incredulità per l'omicidio – suicidio avvenuto in pieno centro storico, in una tranquilla corte di via Garibaldi si carpiva dai commenti della gente accorsa sul posto numerosa, richiamata dal tam-tam che ha diffuso rapidamente la notizia in ogni casa. Poco dopo la sparatoria molte persone, quasi tutti miradolesi, hanno commentato il tragico fatto su Facebook. E' il caso di Andrea Zuffata che messaggia un gelido: «Ho sentito i colpi», oppure Andrea Bogliardi, Consigliere comunale in quota Lega che scrive lapidario: «E' una tragedia. Sono senza parole», seguito da quello di Katia Cinzia Matera che esprime profonda amarezza: «Che tristezza queste cose». Anche Francesco Pedrazzini, Consigliere comunale di minoranza commenta sul social network l'omicidio: «Dalle nostre parti ne sono successe veramente troppe di tragedie negli ultimi anni. Miradolo ha perso molti valori della sana appartenenza ad un'unica comunità. Non si socializza più non si è più accumunati da un destino comune. Sono mali normali in una metropoli, ma davvero estremi in un piccolo centro». Gli risponde Marco Marchesini agente di polizia locale che sottolinea come fatti simili: «Siano l'imponderabile e frutto della mente umana ammalata». Il sindaco Gianpaolo Troielli ha espresso profondo sconforto: «Di fronte a fatti come questi che lasciano senza parole, dobbiamo fermarci e riflettere». E c'è Don Nando Brizzolari che scuote la testa per la mattanza di lunedì sera ricordando come sia solo l'ultimo tragico gesto di una lunga serie ed invitando la comunità «a mettersi in preghiera e chiedere la misericordia del Signore». Infatti Miradolo che conta circa 3800 abitanti, vanta un triste primato di suicidi e omicidi che, solo negli ultimi otto mesi ha raggiunto quota cinque morti. Il drammatico conteggio ha inizio il 29 aprile dello scorso anno quando il prof. Luigi Chini, 59 anni, insegnante di lettere all'istituto superiore Maffeo Vegio di Lodi, fa perdere le proprie tracce prima di gettarsi dal ponte sul fiume Po, nei pressi di Pieve Porto Morone. Nemmeno due mesi dopo Valentina Lucchesi di 14 anni si spara per una delusione amorosa. Il 3 agosto tocca a Simona Ardemagni 43 anni e madre di due figli che, in piena notte, lancia volontariamente la sua autovettura, una fiat Punto a tutta velocità contro un camion, morendo sul colpo. A testimonianza del gesto estremo una lettera trovata in casa e un sms inviato pochi minuti prima dello schianto. Solo cinque anni fa un altro tragico gesto ha sconvolto il paese. Era la sera di fine anno del 2006 quando un trentenne, poco prima della mezzanotte ha massacrato a colpi di bastone l'anziana madre, costretta da tempo sulle sedie a rotelle. Poi la mattanza di ieri a soli cinque mesi dall'ultimo suicidio che chiude la lunga lista. Massimiliano Scala