Disoccupazione giovanile il vero dramma italiano

di Andrea Di Stefano wMILANO Il 37,1% degli italiani sotto i 25 anni è senza lavoro. Un dato devastante, mai così negativo da almeno 20 anni (le serie storiche Istat iniziano nel 1992), che ci mette fra i peggiori paesi europei in fatto di occupazione, mentre sul dato generale con l'11,7% di disoccupati non ci discostiamo molto dalla media europea. «Sono stati raggiunti livelli di disoccupazione mai toccati negli ultimi vent'anni, e la situazione sociale si sta ugualmente deteriorando»: le parole scelte dal commissario Ue agli affari sociali Lazslo Andor, raccontano tutta la drammaticità dei numeri dei senza lavoro, contro cui, anche a causa della crisi, la maggior parte dei sistemi sociali «ha perso la loro capacità di protezione» in quanto «gli stabilizzatori sociali si sono appiattiti in quanto non c'è più spazio di manovra». Anche a novembre la disoccupazione nella zona euro ha continuato il suo rialzo inarrestabile, toccando un tasso record dell'11,8 per cento (+0,1% sul mese precedente), un aumento dei senza lavoro di 113.000 unità che confermano che il tasso di disoccupazione è in costante aumento a partire dalla metà del 2011. L'Italia come detto non si discosta dalla media europea con un tasso di disoccupazione all'11,7% e un picco del 37,1% tra i giovani che la avvicina alla situazione dei peggiori paesi europei. Il ministro del lavoro Elsa Fornero ha cercato di allontanare dal governo Monti le accuse piovute ieri dalle forze sociali: «Ci sono forze e tendenze di lungo periodo e noi paghiamo errori di lungo periodo - ha spiegato il ministro - c'è molto nella riforma del lavoro che tende a contrastare la precarietà, soprattutto per giovani e donne, ma si deve dire che il lavoro non si fa a comando ma ricostituendo l'economia e migliorando la formazione». In realtà il dato italiano non è purtroppo del tutto veritiero: «Considerando gli scoraggiati, cioè chi non cerca più il lavoro che da noi sono quattro volte in più della media europea e che vanno ad ingrandire la massa di lavoratori in nero, e i cassaintegrati che sono cresciuti di mezzo milione il tasso di disoccupazione reale è quasi il doppio - spiega Andrea Fumagalli, docente di economia all'Università di Pavia - indubbiamente all'incremento della disoccupazione giovanile ha contribuito la cancellazione di diversi contratti precari». Il dato europeo di novembre è in linea con le attese degli analisti. Complessivamente nei 17 Paesi della zona euro a novembre erano 18,8 milioni le persone senza lavoro, 2 milioni in più rispetto all'anno precedente, secondo Eurostat, ufficio statistico dell'Unione europea. Stabile invece il dato dell'Ue a 27 con un tasso del 19,7%. Austria, Lussemburgo, Germania e Paesi Bassi continuano a registrare i più bassi tassi di disoccupazione complessivi, compresi tra il 4,5 e 5,6%. I dati peggiori restano quelli di Grecia (26%) e Spagna (26,6%) con una disoccupazione giovanile rispettivamente al 56,5% e 57,6%. Resta preoccupante d'altronde a livello di Eurozona il livello di giovani senza lavoro, con un tasso del 24,4%. C'è un «trend preoccupante» che si è imposto nell'eurozona nel corso della crisi, in cui si è creata una «divergenza impressionante» nel tasso di disoccupazione tra il Nord e il Sud dei suoi stati membri, che è arrivato a differire di 7,5 punti percentuali: lo sottolinea il Rapporto Ue 2012 su Occupazione e sviluppi sociali, in cui si mette in luce la «necessità urgente» di mettere a punto «meccanismi di stabilizzazione macroeconomica più efficaci». ©RIPRODUZIONE RISERVATA