Broni, blindati in casa a causa dei gas di scarico
Sugli sfiatatoi realizzati dall'officina di via Marconi per smaltire i gas di scarico interni al capannone (nella foto) si dovrà pronunciare l'Arpa. La segnalazione della famiglia è arrivata in Comune il 3 luglio 2012. «Il 16 luglio l'ufficio Ecologia ha comunciato alla ditta interessata l'avvio di un procedimento unitamente alla richiesta di informazioni – spiegano gli uffici comunali –. Il 30 agosto è giunta la risposta e l'Uffico Ecologia ha richiesto un parere tecnico-amministrativo all'Asl di Pavia e all'Arpa Lombardia al fine di prendere i provvedimenti necessari. Il 27 settembre 2012 è pervenuta risposta dell'Asl con cui si precisa che la questione segnalata non rientra nelle competenze dell'ete, mentre Arpa ad oggi non ha ancora riposto». di Donatella Zorzetto wBRONI Barricati in casa a causa dei gas di scarico. Così si definiscono Luisa Politi e Tonino Manfredini, impiegata lei, pensionato lui, bronesi che da anni vivono in conflitto aperto con l'officina davanti alla loro villetta, in via Marconi 47. «Capita frequentemente, diciamo un giorno sì e uno no, che dai due scarichi realizzati in basso sul muro dell'officina di fronte a casa nostra, esca un fumo nero e pesante che ci entra direttamente nelle stanze della nostra villa – spiegano i coniugi –. E questo ci costringe a chiudere le finestre per non soffocare». «Abbiamo fatto tutto il possibile – aggiunge Luisa Politi –. Compreso l'invio di un esposto in Comune in cui segnaliamo il fatto di "essere oggetto di continue emissioni di gas di scarico di auto durante i lavori di riparazione dei veicoli". Abbiamo chiesto che si facesse un sopralluogo, ma sino ad oggi non abbiamo visto nulla». «Da tredici anni ci troviamo in questa situazione – le fa eco il marito –. Non pretendiamo soldi, ma solo di poter vivere la nostra vita senza problemi. Perchè, specialmente d'estate è impossibile stare fuori: se ci troviamo in giardino siamo costretti a scappare in casa e anche con il caldo dobbiamo tenere chiuse le finestre». L'officina ha cambiato gestione nel marzo 2007, e da allora sembra che i rapporti con i vicini si siano fatti ancor di più insostenibili. «Hanno installato due manicotti, in corrispondenza degli scarichi esterni, orientati verso il basso così da deviare i fumi in uscita, che però inevitabilmente rimbalzano sulla strada e si espandono nella nostra direzione – concludono Luisa Politi e Tonino Manfredini –. Servirebbe semmai un camino in grado di disperdere i fumi verso l'alto, lontano dalle nostre finestre». Non la pensano così i titolari dell'officina, marito e moglie, ormai in guerra aperta con i vicini di casa. «Siamo perfettamente in regola con ciò che prescrive la legge», premettono. Aggiungendo: «Non possiamo costruire camini perchè si tratta di gas di scarico delle auto, gas pesanti. E quindi è proibito. I nostri vicini possono dire tutto quello che vogliono, ma noi siamo a posto. Abbiamo fatto scattare fotografie e redigere uno studio da un perito che attesta tutto questo. Esercitiamo da 60 anni e viviamo di questa attività. Possiamo capire che vivere a fianco di un'officina non sia facile, ma i nostri vicini avrebbero dovuto pensarci prima. Non avrebbero dovuto acquistare casa proprio qui». ©RIPRODUZIONE RISERVATA