Depardieu è russo, abbraccio con Putin
MOSCA Accolto prima da amico dal presidente Putin, poi da «eroe» in Mordovia. Sono un idillio i primi giorni di Gerard Depardieu, da ieri cittadino russo, nella nuova madrepatria scelta in polemica con il fisco francese per l'elevata tassazione sui redditi dei "Paperoni" allo studio del governo Hollande: in Russia l'attore potrà ridurre le tasse sul suo patrimonio dal 75 al 13%, grazie alla flat tax del Cremlino. È l'abbraccio affettuoso di Vladimir Putin nella residenza di Sochi, sul Mar Nero, a suggellare il matrimonio con Mosca di Depardieu. Sorrisi e aria informale: Gerard e Volodia si danno del tu, chiacchierano di cinema, del film «Rasputin» girato in Russia con Depardieu protagonista, molto apprezzato da Putin, uscito in Europa ma mai trasmesso sugli schermi russi. «Lo mostreremo presto, appena doppiato» promette il direttore della tv di Stato presente all'incontro. «Hai visto il film? Te l'ho inviato» chiede l'attore al presidente. «Gerard, sei contento del film?» replica Vladimir Vladimirovich. Poi l'agognato passaporto. Depardieu lo esibisce trionfante ai fotografi ieri mattina, atterrando a sorpresa all'aeroporto di Saransk, capitale della repubblica di Mordovia, 640 km a est di Mosca. Qui, dove oggi dovrebbe trascorrere il Natale ortodosso, il governatore della regione gli propone un dono a scelta: le chiavi di un appartamento o uno spazio dove costruire una casa. Ma anche il posto di ministro della Cultura locale, incarico declinato con un «grazie». Dopo un giro in città, la visita al monumento di Emelianov Pugaciov, eroe delle rivolte contadine che l'attore sogna di interpretare. Felice e sorridente a Saransk, circondata dai boschi, indossa anche il costume tradizionale da contadino. Non è chiaro quanto Depardieu si tratterrà in Russia. Domani è atteso in tribunale, a Parigi, per guida in stato di ebbrezza.