Juve, addio Drogba Con la Sampdoria tocca subito a Peluso

TORINO Llorente promosso, Drogba bocciato. Torna il campionato, c'è la Samp, ma è quasi inevitabile che alla Juve si parli di mercato. Conte spegne subito i sogni a proposito dell'ivoriano: «Non l'ho mai chiesto e non mi è stato mai proposto. Ci sono parametri economici incompatibili». Se è una bugia, il tecnico recita da grande attore. Non può farlo quando si parla del Fernando basco e si tradisce con un largo sorriso: «Siamo contenti che sia disposto a venire, abbiamo recuperato il nostro appeal. Ma piano a dire che è nostro: è dell'Athletic e sarei stupito di vederlo a Vinovo a gennaio. Ha fatto benissimo in Spagna e abbiamo le antenne diritte». All'orizzonte ci sono anche Gabbiadini, Immobile e Borriello; Conte non li nomina ma ribadisce la linea societaria: «Se ci sono occasioni vantaggiose saremo pronti, altrimenti pazienza, perchè si deve tenere conto del momento che attraversa il Paese». Per il momento in attacco scendono in campo i soliti, tra cui difficilmente ci sarà Vucinic, perchè si sta curando per l'infiammazione alla caviglia, che lo staff medico «sta gestendo con allenamenti mirati». Al suo posto, probabile Matri con Giovinco. «Attenti alla Samp, perchè è avvelenata da una classifica che non rispecchia il valore della sua rosa», avverte Conte. Il suo timore è che la squadra si culli sui record, tra cui spicca quello dei 94 punti nell'anno solare, uno in più di Capello, che però aveva ricordato come quella Juve avesse avversari più forti. La contro-stoccata di Conte arriva puntuale: «Sì, era una squadra stratosferica, con nomi da capogiro (e li cita tutti, ndr). Ricordo però che in Champions, per due stagioni, non fece affatto bene. I record sono fatti per essere battuti e auguro al mio successore di riuscirci». Aprendo lo sguardo sulla stagione che ricomincia, Conte la fotografa così: «Abbiamo fatto sei punti in più dello scorso anno ma anche i nostri avversari ne hanno di più: significa che corrono, ma noi più di loro. Ripetersi però è più difficile che vincere la prima volta, perchè vorrebbe dire che abbiamo una base di campioni davvero solida. E la Champions deve rimanere un bellissimo sogno ma senza assilli o ansie dei tifosi, che devono capire che abbiamo un progetto di crescita graduale. Se poi arrivasse una vittoria, sarebbe un miracolo». In campagna acquisti, invece, i miracoli non esistono, ma Conte è in perfetta sintonia con Marotta, elogiando il mercato "intelligente": «Peluso è un giocatore duttile, lo conosco bene. Un'operazione intelligente, mirata da tempo». E forse oggi esordirà al posto di Chiellini o nel ruolo di esterno sinistro al posto di Asamoah.